Le mani di un argentiere battono un punzone col martello su un piatto di metallo martellato, accanto i punzoni allineati sul banco.

Territori

Livorno

Il mare, il corallo, i cantieri. Una città-porto e un arcipelago, un'identità che da quattrocento anni va per mare.

Il luogo

Il territorio

Livorno è la provincia più cosmopolita della Toscana. Lo è per nascita: la città venne progettata dai Medici nel Cinquecento come porto franco, e le Leggi Livornine (1591 e 1593) furono una delle prime carte di tolleranza religiosa d'Europa, chiamando a Livorno mercanti ebrei sefarditi, greci, armeni, olandesi, francesi, inglesi. Una città fatta apposta per essere mescolata, e che da allora non ha mai smesso di esserlo.

Il territorio provinciale è una striscia tirrenica lunga e stretta, che scende fino al promontorio di Piombino. Ma è soprattutto la provincia dell'arcipelago. Elba, Capraia, Gorgona, Pianosa, Montecristo — cinque isole che fanno parte di uno dei parchi marini più importanti del Mediterraneo. La provincia di Livorno è l'unica toscana ad avere un'identità marittima totale: porto, costa, arcipelago.

Le Colline Livornesi separano la costa dall'entroterra. Una fascia di pinete, oliveti, macchia mediterranea, dove si producono i vini della costa toscana — Bolgheri DOC su tutti, una delle denominazioni più importanti del mondo del vino italiano. Castagneto Carducci, Bibbona, Sassetta sono diventati toponimi di riferimento dell'enologia di alta gamma.

Piombino, a sud della provincia, è il caso opposto di Castiglioncello: zona industriale storica, polo siderurgico nazionale fino agli anni Duemila, oggi area in lenta riconversione. La storia di Piombino è la storia dell'industria pesante italiana, ma anche dei traghetti per l'Elba e di una costa rocciosa di rara bellezza.

L'Elba ha una sua identità autonoma: agricola, mineraria, marinara. Le miniere di ferro elbane sono state attive dall'epoca etrusca fino al 1981. Oggi l'isola vive di turismo, agricoltura specializzata (Aleatico Passito dell'Elba DOCG su tutti), pesca, piccola cantieristica.

Il saper fare

I mestieri del territorio

I mestieri della provincia di Livorno raccontano un'identità marittima che si è declinata in mille forme.

La cantieristica navale. I cantieri di Livorno hanno costruito navi militari, mercantili, da diporto per quattro secoli. Oggi la cantieristica livornese è specializzata in mega yacht, in refit, in restauri di imbarcazioni storiche. Calafati, falegnami navali, modellisti, tappezzieri marini, vetrai per oblò: una filiera che tiene insieme tradizione e altissima tecnologia.

La lavorazione del corallo. Livorno è una delle capitali storiche italiane della corallaia. Pescato un tempo nelle acque tirreniche e oggi importato da altri mari, il corallo viene tagliato, lavorato, montato in gioielli secondo tecniche che risalgono al Settecento. Le botteghe corallaie livornesi forniscono ancora oggi gioiellerie di tutto il mondo.

La pesca tradizionale e la lavorazione del pesce. Il porto peschereccio di Livorno e i porti minori della provincia (Piombino, Marciana Marina) mantengono una flotta significativa. La filiera di trasformazione — affumicatura, salatura, conservazione del pesce — ha aziende storiche tra Livorno e l'Elba.

La distillazione del Ponce e dei liquori storici. Livorno ha una tradizione di liquoreria che nasce nel Settecento dai contatti con marinai inglesi e olandesi. Il Ponce alla livornese (caffè con rum e zucchero, servito caldo) è un emblema cittadino. Distillerie storiche producono ancora liquori secondo ricette ottocentesche.

Le miniere e il ferro dell'Elba. Le miniere elbane sono chiuse, ma alcuni laboratori artigianali continuano a lavorare il ferro dell'isola in oggettistica, monili, oggetti commemorativi. Una memoria mineraria che non vuole spegnersi.

L'enologia di Bolgheri. Le aziende vinicole della costa livornese sono tra le più sofisticate al mondo. Viticoltori, enologi, mastri di cantina lavorano qui con standard internazionali: la DOC Bolgheri ha trasformato un territorio agricolo in una capitale enologica.

La ceramica artistica e i mosaici. A Livorno e Piombino esistono botteghe di ceramica artistica e di mosaico contemporaneo, eredi di una tradizione che ha radici nell'arte della maiolica medievale tirrenica.

La tavola

Le produzioni enogastronomiche

La cucina livornese è una delle più riconoscibili d'Italia, e il merito è del mare. Quattro secoli di porto franco hanno depositato qui sapori arabi, ebraici, levantini, anglosassoni — tutti rielaborati in chiave tirrenica.

Il cacciucco. La zuppa di pesce livornese mette insieme più qualità di pesce, pomodoro, peperoncino, pane abbrustolito strofinato d'aglio. Si fa con scorfano, cicale, polpo, seppia, gronco, palombo o triglia, secondo pescato. Un piatto di marinai diventato emblema gastronomico.

I cinque e cinque. Sandwich livornese fatto con torta di ceci (sottilissima, fritta su lastra) e pane bianco, con un pizzico di pepe. Cibo da banco di mercato, eredità del lavoro portuale.

Le triglie alla livornese. Triglie di scoglio passate in farina, fritte, finite in sugo di pomodoro fresco. Una preparazione semplice diventata canonica.

Il baccalà alla livornese. Baccalà sbianchito, infarinato, fritto e cotto in pomodoro.

Il bordatino. Polenta di farina di mais, fagioli, cavolo nero, lardo. Cucina di terra livornese, contrappasso al cacciucco.

Il pesce dell'Elba e dell'Arcipelago. Sgombro affumicato, tonno, ricciola, pesce povero rivalutato. La cucina insulare ha specialità precise: gurguglione (zuppa di verdure all'elbana), sburrita di baccalà, polpo lessato.

Il vino di Bolgheri. Sassicaia, Ornellaia, Masseto: nomi che sono diventati riferimenti mondiali. Bolgheri Superiore DOC, Bolgheri Sassicaia DOC. Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Sangiovese in blend bordolese-toscano.

L'Aleatico Passito dell'Elba DOCG. Vino dolce passito, fatto con uve aleatico appassite. Una delle DOCG meno note della Toscana e una delle più caratteristiche.

I dolci. Schiacciata alla livornese (dolce di Pasqua).

I mercati

Mercato delle Vettovaglie — Livorno

Il mercato coperto di Livorno è in Via Buontalenti, inaugurato nel 1894. Al piano terra ci sono il salone centrale e due saloni più piccoli, uno del pesce e uno delle verdure; sotto, i magazzini che si raggiungono in barca dai fossi medicei.

Lungo la stessa via, dal lunedì al sabato mattina, i banchi ambulanti ne sono la prosecuzione all'aperto.

Mercato di Livorno — Via dei Pensieri e Via Allende

Il venerdì mattina, tra Via dei Pensieri e Via Allende, nella zona dello stadio. È il grande mercato cittadino, il più noto di Livorno. Talvolta si tengono edizioni straordinarie anche di domenica.

Mercato di Piombino — Piazzale Saragat

Il mercoledì in Piazzale Saragat, dalle 8 alle 13. È il grande mercato cittadino di Piombino, riferimento per tutta la Val di Cornia.

Mercato di Portoferraio — Viale Tesei e Via Buozzi

Il venerdì mattina, tra Viale Tesei e Via Buozzi. Uno dei mercati più grandi dell'Elba: abbigliamento, alimentari, articoli per la casa.

Tutti i mercati di Livorno stanno su Tuscany Market Hub

Qui sopra ci sono quelli che il territorio riconosce per primi. Là ci sono tutti: giorno per giorno, piazza per piazza, con i banchi che ci lavorano e il ritiro della spesa dove il mercato si tiene davvero.