Il luogo
Il territorio
Grosseto è la provincia più grande della Toscana e una delle più sottili d'Italia in densità di popolazione. Quattromilacinquecento chilometri quadrati di Maremma — un termine che dice tutto e niente. Maremma è un paesaggio, una cultura, una storia di bonifica, di malaria, di butteri, di acque che hanno richiesto secoli di lavoro per essere domate.
Il territorio si distende dal Monte Amiata a nord (condiviso con Siena) fino al confine col Lazio a sud, dalla costa tirrenica con l'Argentario, l'Isola del Giglio e Giannutri fino alle colline interne dell'Albegna e del Fiora. È una geografia ampia, sottilmente abitata, con borghi storici (Pitigliano, Sorano, Sovana, Massa Marittima, Capalbio) che mantengono identità medievali distinte e con aree agricole di grande produttività.
La Maremma è stata una regione di malaria fino agli anni Trenta del Novecento. La bonifica integrale degli anni mussoliniani — che è stata anche una delle ultime bonifiche storiche della pianura italiana — ha trasformato terre paludose in terreni agricoli di qualità, ridisegnando interi comuni e creando paesi nuovi. Una storia recente ma importante per capire l'identità grossetana.
Oggi la Maremma vive di agricoltura, allevamento, vino, turismo, pesca, e di una manifattura sottile ma riconoscibile. La pelletteria rurale, il cuoio, la lavorazione delle materie prime locali (sughero, ferro, vimini), la cantieristica nautica dell'Argentario. La provincia ha mantenuto una dimensione rurale che altrove è stata persa, e questo è oggi uno dei suoi tratti distintivi più riconoscibili.
L'arcipelago grossetano (Giglio, Giannutri, isole minori) è parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. Mare, scogliere, una flora mediterranea conservata, una pesca artigianale ancora attiva. Identità separata da quella della terraferma ma intrecciata.