Due mani legano con la rafia un mazzo di fiori secchi con spighe, lavanda ed eucalipto; sul banco le forbici, il filo di ferro e i gomitoli di spago.

Territori

Pistoia

I vivai del nord toscano. Il ferro battuto delle officine. I confetti, le brigidine, il sapere lento della montagna.

Il luogo

Il territorio

Pistoia è la provincia più verde della Toscana — letteralmente. Centonovantamila ettari di vivai professionali la rendono la capitale italiana del vivaismo ornamentale e una delle prime piazze europee del settore. Piante che nascono qui finiscono nei parchi di Parigi, di Londra, di Mosca, sui terrazzi di New York.

Ma il verde non è tutto. La provincia si distende dall'Appennino tosco-emiliano fino alla pianura del Padule di Fucecchio, raccogliendo paesaggi diversissimi: la Montagna Pistoiese con i suoi castagneti e le sue ferriere abbandonate, la Valdinievole con le sue terme storiche e le sue cartiere, la pianura di Quarrata con le sue mobilerie, la città di Pistoia con il suo centro medievale e le sue antiche corporazioni.

Pistoia ha una storia manifatturiera che ha attraversato i secoli senza mai essere troppo grande. Officine ferroviarie storiche (qui nascono ancora i treni della Hitachi Rail), fabbriche di mobili, manifatture tessili minori, distretto del verde, lavorazione del ferro. Una provincia che si è specializzata in cose precise, ognuna con la sua nicchia, ognuna con i suoi maestri.

E poi c'è la dimensione lenta — quella della montagna. Castagneti gestiti come un secolo fa, mulini a pietra ancora in funzione, allevamenti di pecore di razza appenninica, lavorazione del legno con utensili manuali. La Montagna Pistoiese è un laboratorio di mestieri rurali che altrove sono scomparsi.

Il saper fare

I mestieri del territorio

I mestieri pistoiesi sono pochi e specializzati. Ognuno ha la sua geografia interna alla provincia.

Il vivaismo. Pistoia è uno dei pochi distretti italiani in cui la coltivazione professionale è arrivata a livelli di sofisticazione tecnica industriale. Conifere, latifoglie ornamentali, arbusti, alberi maturi: i vivai pistoiesi forniscono il verde dei progetti paesaggistici più importanti del mondo.

Il ferro battuto. La tradizione fabbrile pistoiese ha sede in città e nei comuni dell'hinterland. Cancelli, ringhiere, lampade, oggetti d'arredo, restauri di manufatti storici. Le officine pistoiesi mantengono tecniche antiche — la forgia, la saldatura a fuoco, la tempra — accanto a quelle moderne.

La confetteria storica. I confetti di Pistoia, prodotti dalla pasticceria Bruno Corsini dal 1918, sono uno dei dolci-emblema della provincia. Mandorle ricoperte di zucchero secondo procedimenti che richiedono giorni di lavorazione manuale.

Le brigidine di Lamporecchio. Cialde sottili profumate all'anice, prodotte nel comune lamporecchino dal Settecento. Una specialità così specifica che il suo nome è inseparabile dal luogo.

Il legno della montagna. Falegnamerie e laboratori della Montagna Pistoiese lavorano legno locale — castagno, faggio, abete — per arredo, cesteria, oggettistica.

La cesteria di vimine. A Lamporecchio e nei paesi della Valdinievole, la lavorazione del vimine ha una tradizione centenaria. Cesti per olive, panieri, contenitori da cantina, oggetti decorativi.

La cartiera storica. La Valdinievole è uno dei territori italiani della carta artigianale: alcune cartiere storiche di Pescia continuano a produrre carte filigranate per restauro, calligrafia, edizioni d'arte.

La tavola

Le produzioni enogastronomiche

La cucina pistoiese è divisa in due — quella di pianura, fiorentino-influenzata, e quella di montagna, autonoma e antica.

Il maccherone dolce di Pistoia. Una pasta corta condita con sugo di carne, zucchero e spezie. Un piatto medievale che si mangia tradizionalmente nei giorni di festa.

La carne. Razze appenniniche allevate sulla Montagna Pistoiese: la pecora pomarancina, la capra di razza garfagnina, il bovino di razza Mucca Pisana. La salsiccia di cinghiale, il cinghiale in umido, il cosciotto di capretto.

I funghi e i tartufi. I boschi della Montagna Pistoiese danno porcini in quantità, finferli, ovoli. Il tartufo nero pregiato si trova nelle valli di Cutigliano e Abetone. La cucina di montagna li usa con generosità.

Il pecorino della Montagna Pistoiese. Latte crudo di pecora pomarancina, stagionatura in grotta, sapore deciso. Un formaggio che racconta l'Appennino con poche sillabe.

I dolci. Confetti di Pistoia (Corsini dal 1918), brigidine di Lamporecchio, necci di castagne dell'Appennino, frittelle di San Giuseppe, schiacciata fiorentina nelle stagioni giuste.

Il vino. I Colli di Quarrata e Carmignano (al confine pratese) producono Chianti DOCG e Carmignano DOCG. La Valdinievole ha vini minori ma di carattere, dalla Vernaccia al Trebbiano.

I mercati

Mercato di Pistoia — Piazza dello Spirito Santo

Mercato cittadino bisettimanale, mercoledì e sabato mattina. Banchi alimentari, abbigliamento, fiori, casalinghi. Una delle piazze più vivaci del centro storico.

Mercato di Pescia — Piazza Mazzini

Mercato del sabato mattina nella capitale italiana del fiore reciso. Banchi locali, prodotti della Valdinievole, specialità della Valleriana.

Mercato di Montecatini Terme — Viale Verdi

Mercato del giovedì nel cuore della città termale. Banchi misti, prodotti tipici, abbigliamento. Affluenza alta tra residenti e turisti delle terme.

Fiera di Sant'Ansano — Pistoia, 15 maggio

Fiera storica del patrono di Pistoia. Banchi tradizionali, prodotti agricoli, oggettistica, dolci storici locali. Una delle fiere annuali più sentite della Toscana centrale.

Tutti i mercati di Pistoia stanno su Tuscany Market Hub

Qui sopra ci sono quelli che il territorio riconosce per primi. Là ci sono tutti: giorno per giorno, piazza per piazza, con i banchi che ci lavorano e il ritiro della spesa dove il mercato si tiene davvero.