Le mani di un orafo al banchetto di legno, un anello stretto fra le dita accanto a una matassa di filo d'oro e a una cassetta di punzoni.

Territori

Arezzo

L'oro che si lavora in città. Una capitale dell'oreficeria europea, una storia etrusca, una geografia di valli che parlano lingue diverse.

Il luogo

Il territorio

Arezzo è la provincia delle quattro valli. Il Casentino a nord, valle alpestre del Castagno e dell'Arno alle sorgenti. Il Valdarno superiore a ovest, fascia industriale e agricola tra Arezzo e Firenze. La Val di Chiana al centro-sud, una delle pianure agricole più fertili d'Italia, anticamente palude poi bonificata e oggi distretto carneo della razza chianina. La Val Tiberina a est, dove il Tevere comincia il suo corso e dove Sansepolcro produce eccellenze gastronomiche e artigianali. Quattro valli, quattro paesaggi, quattro tradizioni manifatturiere.

Il territorio provinciale è etrusco fino al midollo. Arezzo era una delle dodici lucumonie, e i ritrovamenti archeologici — dalle ceramiche aretine di età romana al celebre Chimera di bronzo — raccontano una continuità tecnologica e artigianale di tremila anni. La città stessa ha mantenuto un'identità mercantile e manifatturiera che attraversa i secoli senza cesure: nel Medioevo capitale della finanza, nel Rinascimento patria di Vasari e di Piero della Francesca, nell'Ottocento centro di antiquariato, nel Novecento e nel Duemila capitale italiana dell'oro.

La specializzazione orafa di Arezzo è oggi tra le più importanti del mondo. Centinaia di aziende lavorano oro, argento, leghe preziose; gli stabilimenti aretini producono catene, anelli, bracciali, monili in volumi che pochi distretti orafi globali possono eguagliare. La fiera annuale Oroarezzo è una delle vetrine internazionali più importanti del settore.

Ma Arezzo non è solo oro. Il Casentino ha la sua economia di castagneti, di mulini ad acqua, di lavorazione del legno. Il Valdarno superiore ha avuto miniere di lignite e una storia industriale tessile. La Val di Chiana è zootecnia di altissima qualità — la chianina è l'icona bovina della Toscana. Sansepolcro produce pasta artigianale di ottima reputazione e ha un'antica tradizione di lavorazione di tessuti e ricami.

Il saper fare

I mestieri del territorio

I mestieri di Arezzo sono organizzati per valle, e il distretto orafo è uno dei più sofisticati d'Europa.

L'oreficeria. Arezzo lavora oro e argento a livello industriale e artigianale. Catene a maglia varia, anelli a fascia, alleanze, bracciali, monili: il distretto produce per il mercato italiano e per l'export di tutto il mondo. Tecniche di galvanica, di stampaggio, di tornitura, di sbalzo, di filigrana convivono con macchine di alta tecnologia.

Il restauro orafo. A fianco dell'industria, le botteghe artigianali di Arezzo restaurano gioielli storici, oggetti liturgici, arredi sacri, oreficeria archeologica. Una filiera complementare a quella industriale che mantiene saperi delicati.

Il legno del Casentino. Falegnamerie e laboratori di lavorazione del legno locale — castagno, faggio, abete bianco — producono mobili rustici, oggetti d'arredo, oggetti per uso liturgico e per restauro. Il Casentino ha mantenuto saperi rurali grazie all'isolamento geografico storico.

Il tessuto Casentino. Il famoso "Casentino" — panno di lana ricciato, colorato in arancione o verde scuro — è uno dei prodotti tessili italiani più riconoscibili. Storicamente prodotto dai Lanifici di Stia e Soci, è oggi rilanciato da poche aziende che lo lavorano con tecniche tradizionali.

Il restauro della grafica e del libro. Arezzo ha una tradizione importante di restauro grafico, libraio, archivistico. Botteghe specializzate lavorano per biblioteche, musei, archivi nazionali ed europei.

La pasta artigianale di Sansepolcro. Il Pastificio Buitoni nasce a Sansepolcro nel 1827. La tradizione pastaia del territorio si è mantenuta su due livelli: industria e artigianato di altissima gamma. Pici tirati a mano, pappardelle, tagliatelle, cavatelli vengono prodotti da laboratori locali.

L'antiquariato di Arezzo. Da generazioni Arezzo è una delle capitali italiane dell'antiquariato. Restauratori di mobili antichi, periti d'arte, rilegatori, stagnaii: una filiera che ruota intorno alla Fiera Antiquaria mensile (prima domenica del mese e sabato precedente), una delle più importanti d'Europa.

La ceramica del Casentino e Val di Chiana. Botteghe ceramiche minori producono terrecotte tradizionali, oggettistica d'arredo, vasellame.

La tavola

Le produzioni enogastronomiche

Le quattro valli aretine producono cucine distinte. Casentino e Val Tiberina sono cucine di montagna; Val di Chiana e Valdarno hanno una cucina di pianura agricola, fortemente influenzata dalla zootecnia.

La chianina. La razza bovina autoctona della Val di Chiana è alla base della bistecca alla fiorentina autentica e di una serie di preparazioni della cucina aretina: tagliata, peposo, brasato, stracotto, ragù. La chianina è una delle razze bovine più antiche e nobili del mondo.

Il pecorino del Casentino e dell'Appennino aretino. Caseifici di montagna producono pecorini di pasta dura, stagionati in grotta, dal sapore marcato.

I pici con le briciole e il sugo all'aretina. I pici (qui chiamati anche "umbrichelli" in alcune zone) si condiscono con sughi di carne, briciole di pane fritte, sugo finto (a base di verdure).

Il pollo del Valdarno. La razza Valdarnese bianca, anticamente diffusa in tutta la valle, oggi rilanciata da una filiera certificata. Pollo allevato all'aperto, carne soda e saporita, base di numerose preparazioni regionali.

La pasta di Sansepolcro. Tradizione pastaia centenaria. Pici, pappardelle al cinghiale, ravioli alla biturgense, tortellacci di patate.

I funghi e i tartufi del Casentino. Boschi alti producono porcini, finferli, ovoli, e tartufi neri pregiati.

Il vino. Cortona DOC, Chianti Colli Aretini DOCG. Sangiovese, Syrah (in particolare a Cortona, dove ha attecchito particolarmente), Trebbiano. Vini di carattere ma in volumi minori delle altre denominazioni toscane.

I dolci. Befanini di Anghiari, ciambelline al vino del Valdarno, cantuccini aretini, panforte aretino, scarpaccia (torta di zucchine dolce-salata).

Il miele del Casentino e di Cortona. Apicoltori locali producono mieli di castagno, di acacia, di millefiori, di melata. Il miele di Cortona ha una specifica tradizione.

I mercati

Mercato di Arezzo — Piazza Sant'Agostino

Sabato mattina. Mercato cittadino con banchi alimentari, abbigliamento, casalinghi.

Fiera Antiquaria di Arezzo

Prima domenica del mese e sabato precedente, in Piazza Grande e centro storico. Una delle fiere antiquariali più importanti d'Europa: mobili, oggetti d'arte, libri, ceramiche, gioielli antichi, militaria.

Mercato di Cortona — Piazza Signorelli

Sabato mattina. Mercato del borgo etrusco-medievale. Banchi locali, prodotti della Val di Chiana e dei Colli Cortonesi.

Mercato di Sansepolcro — Piazza Torre di Berta

Martedì e sabato mattina. Banchi della Val Tiberina, prodotti casentinesi e umbri (la provincia confina con l'Umbria).

Tutti i mercati di Arezzo stanno su Tuscany Market Hub

Qui sopra ci sono quelli che il territorio riconosce per primi. Là ci sono tutti: giorno per giorno, piazza per piazza, con i banchi che ci lavorano e il ritiro della spesa dove il mercato si tiene davvero.