Olio EVOArezzoVentena, Montevarchi

Azienda agricola Tami Fahren Janine La Foresta

Due donne accanto a un rimorchio rosso colmo di olive appena raccolte

Nel tempo del Covid, in due, hanno cominciato a ripulire uliveti che nessuno voleva più. Ne è nata un'azienda agricola piccola per scelta: il miele davanti, l'olio accanto, e un banco al mercato di Montevarchi come unico negozio. La Foresta è questo — poco, fatto a mano, venduto guardando in faccia chi compra.

Località Ventena, Montevarchi (AR) · il mercoledì in Piazza Varchi · su Instagram @laforesta.toscana

'20Il tempo del Covid, quando tutto comincia
2Persone: tutta l'azienda, nessun altro
8–13Il mercoledì al mercato di Montevarchi
0Intermediari tra chi produce e chi compra

Gli ulivi che nessuno voleva più

Ci sono aziende che nascono da un'eredità, altre da un investimento. La Foresta nasce da un lavoro che non chiedeva permesso: rimettere in vita piante abbandonate.

È successo negli anni del Covid, sulle colline di Ventena, sopra Montevarchi. Mentre tutto si fermava, in due hanno cominciato a fare la cosa più lenta che esista: riportare a produzione uliveti lasciati indietro, uno per uno. Da quel gesto — pulire, potare, aspettare — è cresciuto tutto il resto: prima l'olio, poi il miele che oggi è il cuore dell'attività, e un modo di vendere che non è mai cambiato: di persona, al mercato.

Ricominciare da un uliveto abbandonato

Un uliveto abbandonato è un impegno che qualcuno ha lasciato a metà. Riprenderlo significa anni di potature, pulizia, pazienza, prima che torni a dare qualcosa. È il lavoro con cui La Foresta è venuta al mondo, ed è ancora il suo tratto distintivo: nasce per non lasciare andare una terra, più che per metterla a reddito.

Da lì viene anche la misura dell'azienda, che è piccola e intende restarlo: la quantità non è l'obiettivo. Ogni prodotto che arriva al banco è passato dalle stesse quattro mani, senza reparti, senza fornitori di comodo, senza fretta.

Una donna accanto alle cassette di olive dentro il frantoio, con i macchinari sullo sfondo

Prima l'olio, poi il miele

L'olio extravergine è il prodotto con cui tutto è cominciato — la conseguenza naturale degli uliveti recuperati. Il miele è arrivato dopo, ed è diventato il centro: oggi è la produzione principale della Foresta, quella che dà il ritmo all'anno e il nome al banco.

Sono due prodotti che si tengono per mano: le arnie stanno dentro lo stesso paesaggio degli ulivi, e il calendario dell'una è l'altra faccia del calendario dell'altro — le fioriture da una parte, la raccolta dall'altra. Chi compra al banco compra la stessa collina, in due forme.

Un arcobaleno sopra le colline boscose dopo la pioggia

Il negozio è un banco, il mercoledì

La Foresta vende soprattutto faccia a faccia. Il mercoledì mattina il banco sta al mercato di Montevarchi, in Piazza Varchi, dalle 8 alle 13; nelle occasioni giuste scende anche a Firenze, con i mercati promossi dal territorio. Al banco c'è una persona che ti spiega quello che hai in mano, perché è la stessa che l'ha fatto.

Per un'azienda di questa misura è il progetto: la vendita diretta tiene insieme il prezzo giusto, la fiducia e il racconto. Il banco è il posto dove il prodotto e il produttore rispondono insieme.

L'olivo e le api, insieme

I due mondi della casa, l'olivo e le api, si incontrano anche in due prodotti. La crema all'iperico è fatta a mano con l'olio d'oliva dell'azienda e la cera d'api, insieme a iperico, alloro e artemisia, ed è una crema per la pelle, non un alimento. La tisana usa la foglia dell'olivo al posto del frutto: raccolta a mano, essiccata e confezionata in casa.

Sono nati in piccolo, come ogni cosa nuova della Foresta, e oggi fanno parte dei prodotti della casa.

Difficile da trovare, facile da riconoscere

Chi cerca «miele artigianale nel Valdarno» o «olio da uliveti recuperati» difficilmente conosce già il nome La Foresta — e fino a oggi, per trovarla, doveva passare da Piazza Varchi al momento giusto. Il negozio resta il mercato. Adesso, però, La Foresta ha un indirizzo anche fuori dal mercoledì.

Cosa fanno con le mani, un anno qualunque

In un'azienda di due persone si fa tutto, a turno, secondo la stagione.

Arnie colorate allineate nel prato, con l'apicoltore accanto
Una mano che tiene un baccello di piselli aperto, con i semi in fila
I filari dell'orto che salgono verso un casale, sotto un cielo nuvoloso

Recuperano ulivi abbandonati

Il gesto fondativo, che continua ancora: potare, ripulire, riportare a produzione piante lasciate indietro. È un lavoro che si misura in anni, non in stagioni.

Fanno poco, apposta

La piccola scala è la scelta. Quantità limitate, lavorazione manuale, e la qualità come unico argomento di vendita.

Seguono le fioriture

Il miele lo decide il calendario delle colline: ogni raccolto racconta il momento dell'anno in cui è nato, e al banco non ce ne sono due uguali.

Vendono faccia a faccia

Nessun intermediario, nessun rivenditore: chi compra parla direttamente con chi produce. Ogni vasetto e ogni bottiglia passano di mano con la loro spiegazione.

Uniscono l'olivo e le api

La crema all'iperico con il loro olio e la cera d'api, la tisana con le foglie dei loro olivi: due prodotti nati in piccolo, un tentativo alla volta, senza corse.

Fanno tutto in due

Campagna, produzione, banco e clienti stanno sulle spalle di due persone, senza una squadra dietro le quinte. È il motivo per cui ogni cosa ha lo stesso carattere.

Cosa passa dal banco

Le famiglie che compongono il banco della Foresta.

Una cassetta gialla piena di cavolfiori viola, broccoli e cavoli
Vasetti di conserve allineati su un banco, con il giardino sullo sfondo
La Foresta

Il miele

La produzione principale della casa: mieli in quantità limitata, raccolti seguendo le fioriture delle colline del Valdarno, lavorati a mano e venduti direttamente. Ogni annata ha il suo carattere — è la differenza tra un miele artigianale e uno da scaffale, ed è la ragione per cui al banco conviene chiedere «cosa c'è, di questo giro?».

La Foresta

L'olio extravergine

Il prodotto da cui tutto è partito: l'olio degli uliveti recuperati, in quantità che dipendono dall'annata e dalla pazienza delle piante rimesse in vita. È il fratello maggiore del miele — meno al centro della scena, ma senza di lui la scena non esisterebbe.

La Foresta

La crema e la tisana

La crema all'iperico unisce l'olio d'oliva della casa e la cera d'api, con iperico, alloro e artemisia; la tisana è fatta con le foglie degli olivi, essiccate in casa. Sono i prodotti in cui i due mondi dell'azienda si incontrano.

Le persone

Due nomi, nessun organigramma: alla Foresta l'azienda e le persone coincidono per intero.

Due donne sorridenti accanto al muso di un asino
Una donna con il cappello di paglia in mezzo alle piante di pomodoro

Fahren Janine Tami

L'intestataria dell'azienda agricola e la prima delle due paia di mani. Arrivata dal Canada, ha messo radici a Ventena: sua la terra, suoi gli uliveti riportati in vita, suo il banco del mercoledì.

Arianna Balestri

L'altra metà dell'azienda: conduce l'attività insieme a Fahren, dalla campagna al mercato.

Dove trovarli

Un solo appuntamento fisso, qualche trasferta, e un profilo Instagram da cui passano gli aggiornamenti.

Mercato di Montevarchi — Piazza Varchi

Ogni mercoledì, dalle 8:00 alle 13:00. È il negozio della Foresta: il posto dove i prodotti si assaggiano, si spiegano e si comprano dalle mani di chi li fa.

I recapiti

Indirizzo
Via di Ventena 117, loc. Ventena
52025 Montevarchi (AR)

Domande

Chi produce miele artigianale nel Valdarno?

La Foresta, azienda agricola di Fahren Janine Tami, in località Ventena a Montevarchi (AR). È una realtà volutamente piccola, condotta da due persone, nata negli anni del Covid dal recupero di uliveti abbandonati: il miele è la produzione principale, l'olio extravergine la produzione d'origine.

Dove si comprano i prodotti della Foresta?

Direttamente dal produttore, al mercato: ogni mercoledì dalle 8 alle 13 in Piazza Varchi a Montevarchi, e nelle presenze fiorentine legate ai mercati promossi dal territorio. Il banco è il negozio della Foresta, per scelta, e i suoi prodotti ci sono anche su Tuscany Market Hub.

Cosa significa recuperare un uliveto abbandonato?

Significa riprendere piante che nessuno curava più — potarle, ripulire il terreno, riportarle in produzione — sapendo che i risultati arrivano dopo anni, non dopo mesi. È il lavoro da cui La Foresta è nata durante il Covid, ed è ancora il cuore della sua identità: un'azienda costruita per non lasciar andare la terra.

Perché il miele artigianale cambia da un vasetto all'altro?

Perché segue le fioriture reali delle colline, non una ricetta industriale: ogni raccolto riflette il momento dell'anno e l'andamento della stagione in cui è nato. Alla Foresta le quantità sono limitate e ogni annata ha il suo carattere — al banco conviene chiedere cosa c'è, di quel giro.

Fate anche cosmetici o tisane?

Sì, due: la crema all'iperico, fatta a mano con il loro olio d'oliva e la cera d'api, insieme a iperico, alloro e artemisia, e la tisana di foglie di olivo, raccolte a mano ed essiccate in casa. La crema è per la pelle, non un alimento.

Vendete online?

Il canale della Foresta è il mercato, di persona, perché tiene insieme prezzo giusto, fiducia e racconto. I suoi prodotti ci sono anche su Tuscany Market Hub, e gli aggiornamenti passano da Instagram.

Il negozio è un banco di mercato

Ogni mercoledì mattina, Piazza Varchi, Montevarchi: il miele, l'olio e le mani che li hanno fatti. La Foresta c'è anche su Tuscany Market Hub.

L'insegna

Ragione sociale
Azienda agricola Tami Fahren Janine
Insegna
La Foresta
Sede
Via di Ventena 117, loc. Ventena · 52025 Montevarchi (AR)
Partita IVA
02439850518
Forma
Impresa individuale agricola
Il mestiere
Apicoltura e olivicoltura · di piccola scala
Mercato
Montevarchi, Piazza Varchi · mercoledì 8:00–13:00
Contatti
@laforesta.toscana · laforesta.toscana@gmail.com

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