Su una mappa che va da Laboratorio a Banco al mercato: un pezzo di pelle, un punteruolo, un rocchetto di spago e una lavagnetta con scritto vera pelle.

MANUARTI

I due percorsi del progetto

Il sistema riconosce nel territorio due mondi produttivi che condividono il radicamento, la dimensione e il bisogno di visibilità coordinata: l'artigianato manifatturiero e il commercio su area pubblica. Entrambi sono parte del tessuto produttivo e culturale del territorio. Entrambi sono accolti dentro alla stessa infrastruttura editoriale.

Sono mondi diversi nei ritmi, nelle esigenze, nei modi di incontrare il pubblico. La bottega di pelletteria che lavora in laboratorio e il banco al mercato del sabato vivono geografie quotidiane differenti. Le sfide commerciali, le prospettive di sviluppo, le forme della relazione con il cliente non si sovrappongono.

Per questo il sistema costruisce due percorsi paralleli — uno dedicato ai produttori artigiani, uno dedicato agli ambulanti. Ogni percorso ha una propria voce editoriale, contenuti calibrati, strumenti operativi pensati per le esigenze specifiche del proprio pubblico. Insieme, i due percorsi descrivono il volto completo del territorio produttivo.

Le mani di un orafo che ritoccano con il bulino un pezzo d'oro traforato sul banchetto, accanto a una bilancia di precisione a due piatti.

Mestieri, mani, prodotti del territorio

Produttori artigiani

Questo percorso racconta i produttori artigiani del territorio — chi lavora il prodotto in laboratorio, in bottega, in azienda. La concia della pelle, l'oreficeria, la tessitura, la ceramica, il vetro, il marmo, la carta marmorizzata, e tutti gli altri mestieri del fare manuale che il territorio ospita.

Sono i protagonisti raccontati di una manifattura che non ha mai smesso di esistere e che oggi cerca le condizioni per essere riconoscibile e raggiungibile dal pubblico nazionale e internazionale che la cerca, la apprezza, la sceglie.

Il pubblico raggiunto è quello che oggi sceglie l'artigianato di qualità: il consumatore informato che cerca tracciabilità e storia, il turista internazionale che vuole conoscere la mano dietro al prodotto, il buyer professionale che cerca fornitori con identità e radice, il giornalista che racconta i territori produttivi italiani, il ricercatore che documenta tecniche e mestieri, il giovane che cerca un'arte da imparare.

Il percorso costruisce un'opportunità di valorizzazione coordinata: il prodotto, il mestiere, la persona, il luogo entrano in un sistema editoriale comune, dove sono raccontati con la stessa cura e con la stessa qualità tecnica. Per chi tiene viva una tecnica del territorio, è la cornice che la rende visibile alla scala che merita.

Veduta dall'alto di un mercato: file di tende di tela ocra e terracotta lungo una via lastricata fra i tetti, nella luce bassa del tramonto.

Banchi, mercati, presidio quotidiano

Ambulanti

Questo percorso racconta gli ambulanti del territorio — gli operatori del commercio su area pubblica, in tutte le forme con cui presidiano i mercati. Il banco di alimentari, l'esposizione di abbigliamento itinerante, l'artigianato che gira le fiere stagionali, i prodotti tipici dei mercati rionali, l'antiquariato che attraversa le città, e tutti gli altri modi con cui il commercio su area pubblica si manifesta sul territorio.

Sono i protagonisti raccontati di un'infrastruttura commerciale antica, viva, quotidiana, che il territorio ospita da secoli e che oggi cerca le condizioni per essere riconoscibile e raggiungibile anche fuori dall'orario del mercato — dal cliente che già la frequenta e dal pubblico che ancora non la conosce.

Il pubblico raggiunto è particolarmente ampio: il cittadino che vive in zona ma per impegni o orari non riesce a frequentarli, il turista che pianifica un soggiorno e cerca esperienze autentiche da inserire in itinerario, il visitatore già sul territorio che ignora l'esistenza del mercato di paese, il consumatore lontano che ha conosciuto un prodotto durante un viaggio e vuole ritrovarlo, le pubbliche amministrazioni e gli operatori turistici che vogliono valorizzare il proprio territorio segnalando i banchi e i mercati locali.

Il percorso costruisce un'opportunità di valorizzazione che oggi non ha equivalenti: una rappresentazione editoriale coordinata di una categoria che ha sempre presidiato il territorio, e che attraverso il sistema acquisisce continuità oltre l'orario del banco, memoria del cliente nel tempo, e un canale dedicato di racconto. Per gli ambulanti del territorio, è la cornice che dà al loro mestiere quotidiano la visibilità che non ha mai avuto in modo strutturato.

Cosa trova il produttore

Visibilità coordinata, archivio del mestiere, presidio editoriale

L'aderente al percorso produttori entra in un sistema editoriale e tecnico costruito attorno al proprio mestiere.

Quello che il sistema mette a disposizione è coordinato, professionale, e calibrato sulla realtà delle micro e piccole imprese artigiane.

  • Pagina dedicata

    Una pagina costruita con testi editoriali multilingua, video, fotografie tematiche del laboratorio e del prodotto, scheda anagrafica dell'azienda, descrizione del mestiere e delle tecniche praticate, contatti diretti. Ottimizzata per i motori di ricerca e per il riconoscimento da parte dei sistemi di intelligenza artificiale generativa.

  • Inclusione editoriale

    Il mestiere e l'azienda entrano nei contenuti del progetto: articoli del magazine territoriale, newsletter dedicate, archivio dei mestieri, comunicazioni sui canali del progetto. Il racconto è continuativo, distribuito nel tempo, integrato nel calendario editoriale del sistema.

  • Visibilità verso la rete internazionale

    L'azienda diventa visibile ai professionisti dell'export presenti nella rete di Expandiamo, attivi in oltre 70 paesi e specializzati per settore di mercato.

  • Badge dell'aderenza

    Un'attestazione visibile della propria appartenenza al sistema, utilizzabile sui materiali fisici e digitali dell'azienda. Il badge è il marchio di riconoscimento di un'azienda che ha scelto di entrare in un percorso coordinato di valorizzazione del proprio mestiere.

Cosa trova l'ambulante

Visibilità del banco, mappa territoriale, presidio editoriale

L'aderente al percorso ambulanti entra in un sistema editoriale e tecnico costruito attorno al proprio banco e ai mercati che presidia.

Quello che il sistema mette a disposizione è coordinato, professionale, e calibrato sulla realtà del commercio su area pubblica.

  • Pagina dedicata al banco

    Una pagina con testi editoriali multilingua, fotografie del banco e dei prodotti, descrizione dell'attività, specializzazione, prodotti principali, calendario dei mercati frequentati. Ottimizzata per le ricerche locali e per il riconoscimento da parte dei sistemi di intelligenza artificiale generativa.

  • Mappa dei mercati

    Ogni mercato presidiato dall'aderente è geolocalizzato e raccontato all'interno del sistema, con giorni e orari, prodotti caratteristici, ambulanti del progetto presenti. Raggiungibile da chi cerca i mercati locali, da chi pianifica un viaggio, dalle pubbliche amministrazioni e dagli operatori turistici.

  • QR code per il banco

    Un QR code personalizzato, in formato professionale stampabile, da esporre fisicamente al banco. Il cliente fisico che lo scansiona arriva direttamente alla pagina dedicata, dove ritrova il banco anche dopo il mercato.

  • Inclusione editoriale

    Il banco entra nei contenuti del progetto: articoli del magazine territoriale, newsletter dedicate, comunicazioni sui canali del progetto. Il racconto è continuativo e integra l'aderente nel ritmo editoriale del sistema.

  • Badge dell'aderenza

    Un'attestazione visibile della propria appartenenza al sistema, utilizzabile sui materiali del banco e nelle comunicazioni con il cliente. Il badge è il marchio di riconoscimento di un'attività che fa parte di una rete coordinata di valorizzazione del territorio.

Il patto

Cosa fa il produttore, cosa fa il sistema

Un artigiano seduto liscia con un tampone una pelle stesa sul banco, mentre un secondo in grembiule sta in piedi dall'altra parte del piano.

Cosa fa il produttore

Mette a disposizione la materia prima del racconto: la storia della propria attività, la descrizione del mestiere, le tecniche che pratica, le materie prime che usa, i prodotti che realizza, le fotografie del laboratorio e dei lavori in corso. Partecipa all'onboarding strutturato del progetto. Fornisce gli aggiornamenti quando il proprio lavoro evolve. Mantiene la qualità del proprio lavoro e l'autenticità della propria pratica, che sono la sostanza che il sistema racconta.

Una scrivania di legno con monitor e tastiera, una lampada, una pila di libri e un quaderno aperto con una griglia tracciata a matita.

Cosa fa il sistema

Trasforma il materiale fornito dall'aderente in contenuti editoriali professionali multilingua, costruisce la pagina dedicata, la mantiene aggiornata, la integra nei flussi del magazine, delle newsletter, dell'archivio dei mestieri. Cura l'ottimizzazione per i motori di ricerca e per i sistemi di intelligenza artificiale generativa. Coordina la presenza dell'aderente con quella degli altri produttori del territorio, costruendo l'autorità di dominio collettiva. Distribuisce i contenuti sui canali del progetto secondo un calendario editoriale coerente.

Il patto

Cosa fa l'ambulante, cosa fa il sistema

L'aderenza al percorso ambulanti funziona perché il lavoro è diviso. L'ambulante mantiene la propria attività al banco e fornisce al sistema gli elementi che solo lui può dare. Il sistema costruisce, mantiene e fa funzionare l'infrastruttura editoriale e tecnica del progetto.

Cosa fa l'ambulante

Mette a disposizione la materia prima del racconto: la storia della propria attività, la descrizione di cosa vende e perché lo vende, l'elenco aggiornato dei mercati che presidia, i giorni e gli orari in cui è al banco, le fotografie del banco e dei prodotti principali. Partecipa all'onboarding strutturato del progetto. Fornisce gli aggiornamenti quando l'attività cambia — un mercato nuovo, una stagione che entra, un prodotto che debutta. Espone al banco il QR code del progetto, e mantiene viva la relazione fisica con il cliente che il banco rende possibile.

Cosa fa il sistema

Trasforma il materiale fornito dall'aderente in contenuti editoriali professionali multilingua, costruisce la pagina dedicata al banco, la mantiene aggiornata, integra il banco nella mappa dei mercati, lo include nei flussi del magazine, delle newsletter, dei canali editoriali. Cura l'ottimizzazione per le ricerche locali e per i sistemi di intelligenza artificiale generativa. Coordina la presenza dell'ambulante con quella degli altri banchi del territorio e con il lavoro delle pubbliche amministrazioni e degli operatori turistici che valorizzano i mercati locali. Distribuisce i contenuti sui canali del progetto secondo un calendario editoriale coerente.

Perché raccontarsi

Tradizione, mestiere, passato e futuro delle arti manifatturiere

Raccontare un mestiere è un atto di rispetto. È mettere nero su bianco che dietro a un prodotto c'è una tecnica costruita nel tempo, una mano che la pratica, un luogo che la ospita. È riconoscere che il valore di ciò che esce dal laboratorio sta in tutta la storia che precede l'oggetto finito — la materia prima, il gesto, le ore, la persona.

Raccontare un mestiere dentro a un sistema editoriale curato, multilingua, indicizzato, coordinato significa renderlo visibile a chi lo cerca, raggiungibile da chi non sa ancora che esiste, riconoscibile come patrimonio del territorio che lo produce. Sei sono le ragioni concrete per cui questa scelta apre valore.

Due paia di mani impastano l'argilla sul tavolo di un laboratorio di ceramica, fra una ciotola d'acqua, una spugna e le stecche di legno.

TURISMO

Turismo esperienziale del saper fare

Esiste un pubblico internazionale che viaggia per imparare. Ci sono persone che si spostano da Tokyo per fare un corso di cucina toscana, da Berlino per imparare la concia al vegetale, da San Francisco per soffiare il vetro a Murano, da Sydney per modellare la ceramica a Faenza. È un segmento di domanda turistica che cresce ogni anno e che cerca laboratori in cui si pratica davvero un mestiere.

Questa domanda esiste oggi, è documentata dai dati sul turismo esperienziale internazionale, e ha una caratteristica precisa: si forma online, prima della partenza. Il viaggiatore che vuole imparare un mestiere lo cerca a casa propria, settimane o mesi prima del viaggio. Confronta laboratori, legge storie, sceglie. Quando un mestiere è raccontato dentro a un sistema editoriale coordinato — multilingua, ottimizzato, curato — entra nella mappa che il viaggiatore consulta.

Per le aziende che vogliono aprire questa porta — corsi, demo, visite al laboratorio, residenze brevi — il sistema offre il canale di accesso al pubblico che cerca esattamente questo. Per le aziende che invece restano sul proprio mestiere senza aprire al pubblico, il racconto continua comunque a lavorare: il turista che non viaggia per imparare viaggia anche per vedere, per sapere, per riconoscere cosa esiste prima ancora di sceglierlo.

Il turismo esperienziale è il segmento del turismo internazionale che oggi cresce più rapidamente, ed è quello che si lascia raccontare con maggiore forza dal racconto del mestiere.

Un artigiano anziano e una ragazza esaminano insieme un pezzo dorato al banco da orafo, davanti a una finestra aperta sui tetti della città.

GENERAZIONI

Ricambio generazionale e amore per la tradizione

Un giovane non sceglie di fare il conciatore, l'orefice, il ceramista, il marmoraio se non sa che la concia, l'oreficeria, la ceramica, la lavorazione del marmo esistono come mestieri praticati oggi, qui, da persone reali. Se non vede il laboratorio, se non legge la storia di chi lo conduce, se non sente il racconto dei prodotti che ne escono. Un mestiere che non è raccontato non entra nella mappa delle scelte possibili per chi sta decidendo cosa fare.

La scelta di un'arte da imparare nasce prima sul piano dell'immaginario che su quello tecnico. A monte della scelta di iscriversi a una scuola, c'è il bisogno di sapere che quella scuola esiste, che quel mestiere si pratica davvero, che chi lo pratica ha una storia che vale la pena ascoltare. Senza il racconto, l'informazione non arriva — e il mestiere resta invisibile per chi avrebbe potuto sceglierlo.

Il sistema editoriale coordinato lavora a quel livello. Racconta i mestieri come pratica viva, presenta le persone che li tengono in vita, mostra i prodotti che ne nascono, descrive i percorsi che li conducono. Per chi nutre amore per le tradizioni del proprio territorio, per chi cerca un'arte da imparare invece di una professione da costruire, il racconto coordinato è la prima informazione: cosa esiste, dove si pratica, chi lo fa.

Un mestiere raccontato torna ad essere desiderabile. E un mestiere desiderato è un mestiere che trova chi lo continua.

Un quaderno ad anelli aperto con appunti a mano sulla concia vegetale, fra rotoli di pelle, una lente, una bussola e cartellini di cartoncino.

RACCONTI

Ricerca per mestiere

Un buyer internazionale che cerca pelletteria toscana di qualità digita nel motore di ricerca «vegetable tanned leather Tuscany», e non «Bianchi Pelletteria Scandicci». Un giornalista di settore che prepara un articolo sull'oreficeria fiorentina cerca «traditional Florentine goldsmithing techniques», non i nomi delle singole botteghe — i nomi li scoprirà dopo. Un curatore che organizza una mostra sulla cartiera artigiana cerca «traditional Italian marbled paper», non l'elenco delle aziende.

Il punto di accesso del pubblico professionale internazionale è il mestiere — la tecnica, la materia prima, il sapere — non l'azienda singola. Le aziende vengono trovate solo dopo, attraverso il mestiere che le rappresenta.

Quando il sistema editoriale è costruito attorno ai mestieri come entità raccontate, riconoscibili dai motori di ricerca e dai sistemi di intelligenza artificiale generativa, la ricerca per tecnica conduce alla tecnica stessa, e da lì alle aziende che la praticano. È una logica inversa rispetto al modello «un sito per azienda»: il pubblico professionale cerca saperi, e il sistema gli risponde con saperi raccontati, popolati dalle aziende che li rappresentano.

Il sistema costruisce nel tempo la massa critica di contenuti coordinati che permette a un intero mestiere di posizionarsi nei motori di ricerca internazionali. Per il singolo aderente, essere parte di quella massa critica significa essere trovato attraverso la ricerca per mestiere — la stessa ricerca che il pubblico professionale fa quando vuole arrivare al fornitore italiano giusto.

Un certificato di riconoscimento su carta a mano, con giglio in rilievo e sigillo di ceralacca rossa, posato su una pelle marrone.

PRESTIGIO

Autorevolezza del singolo aderente

Un'azienda raccontata dentro a un sistema editoriale coordinato è una delle voci che il sistema riconosce per il proprio mestiere. Questa appartenenza ha un valore proprio, distinto da quello della comunicazione individuale: dichiara che l'azienda è inserita in una rete di pari, raccontata con la stessa cura editoriale degli altri produttori del proprio mestiere e del proprio territorio.

Per il pubblico che valuta — chi cerca artigianato di qualità, chi vuole un fornitore con storia, chi prepara un articolo di settore, chi sceglie collaborazioni — la presenza dentro a un sistema editoriale curato è un'informazione di contesto: a parlare è il sistema che include l'azienda nel racconto coordinato del territorio, più che l'azienda stessa. È il riconoscimento di dominio che il sistema costruisce, e che da quel sistema arriva al singolo.

L'autorevolezza, in questa prospettiva, è un asset di lungo periodo. Cresce con la qualità dell'impianto editoriale a cui si appartiene, con il tempo della partecipazione, con la rete di relazioni che il progetto attiva. È un valore strutturale, e una volta costruito accompagna il membro del sistema anche fuori dal contesto del progetto — perché l'autorevolezza è una proprietà del produttore che l'infrastruttura contribuisce a costruire.

Un libro antico aperto su pagine incise, accanto a fogli manoscritti, un calamaio, una lente e un astuccio di bulini su una stoffa decorata.

RELAZIONI

Dialogo culturale e accademico

Esiste un mondo di soggetti culturali e accademici che lavorano sui mestieri artigiani: scuole di arti e mestieri, residenze artistiche, programmi di ricerca universitaria, fondazioni culturali, progetti editoriali, mostre tematiche, festival del fare. Questi soggetti cercano costantemente mestieri vivi da raccontare, da studiare, da documentare nei propri progetti. La difficoltà che incontrano è trovarli: i mestieri praticati esistono, ma in forma frammentata, dispersa, raramente raccontata in modo che ne emerga la sostanza tecnica e culturale.

Un sistema editoriale coordinato risolve quella difficoltà. Raccoglie i mestieri praticati di un territorio, li racconta con precisione tecnica e con cura narrativa, li rende consultabili. Diventa il riferimento naturale per chi cerca quel mestiere a fini di ricerca, formazione, comunicazione culturale.

Le relazioni che si aprono da questa visibilità — il programma di residenza che invita un artigiano del territorio, il libro che documenta una tecnica, la mostra che racconta un distretto produttivo, la tesi universitaria che studia un mestiere, il festival che porta il pubblico nei laboratori — sono opportunità che la singola bottega difficilmente costruisce da sola: il sistema le attiva grazie alla propria presenza coordinata, e ogni membro ne beneficia per il solo fatto di farne parte.

Il dialogo culturale e accademico vale quanto quello commerciale: è il livello che, nel tempo, costruisce la riconoscibilità di un territorio produttivo come patrimonio vivo — e quel livello, una volta costruito, ricade su tutti gli aderenti del sistema.

Il banco di una bottega vuota, con la parete coperta di lime, tenaglie e scalpelli appesi, illuminato di taglio dalla finestra.

FUTURO

Continuità del mestiere nel tempo

Un mestiere raccontato dentro a un sistema editoriale coordinato lavora simultaneamente su tre dimensioni: la domanda commerciale (chi conosce il mestiere lo compra), il riconoscimento culturale (chi lo studia ne aumenta la circolazione), e il ricambio generazionale (chi cerca un'arte da imparare lo trova). Sono le tre dimensioni di cui un mestiere ha bisogno per durare nel tempo.

La pratica resta il cuore del mestiere, e il sistema editoriale coordinato costruisce le condizioni esterne che la rendono economicamente sostenibile e culturalmente riconosciuta. Mercato, reputazione, possibilità di trasmissione: tre fattori che, lavorati insieme, fanno di un mestiere una pratica più stabile.

La continuità di un mestiere è il risultato di domanda costante, riconoscimento diffuso, e capacità di attrarre chi lo continui. Tutte e tre queste condizioni si nutrono del racconto coordinato — del fatto che il mestiere sia visibile, raggiungibile, riconoscibile come patrimonio vivo del territorio.

Il sistema editoriale, in questa prospettiva, è un fattore di durata di ciò che esiste oggi. Lavora perché il mestiere, domani, ci sia ancora.

Perché entrare

Cosa cambia per il banco quando entra nel sistema

L'aderenza al sistema editoriale coordinato non si esaurisce nella presenza di una pagina dedicata. Apre, per il banco, tre piani di relazione che si aggiungono al lavoro quotidiano sul mercato e al rapporto già esistente con la propria rete associativa.

  1. Il rapporto con le pubbliche amministrazioni e gli operatori turistici locali

    Quando un mercato è raccontato dentro a un sistema editoriale curato e multilingua, le pubbliche amministrazioni del territorio (comuni, pro loco, IAT, assessorati al turismo e allo sviluppo economico) e gli operatori turistici locali hanno uno strumento concreto da segnalare nei propri canali — siti istituzionali, materiali turistici, comunicazioni stagionali. Il mercato diventa una risorsa territoriale di facile rilancio, e l'ambulante una presenza riconoscibile dentro alla narrazione complessiva del territorio che le PA e gli operatori turistici già curano.

  2. Il rapporto con la stampa locale e specialistica

    La stampa territoriale e i magazine specialistici (gastronomia, artigianato, turismo, costume locale) cercano costantemente contenuti vivi sul territorio. Un mercato raccontato in modo coordinato, con prodotti caratteristici descritti, ambulanti presentati, calendario pubblico, è materiale editoriale immediatamente utilizzabile per articoli, servizi, inserti turistici. I banchi del sistema entrano nelle storie della stampa territoriale e di settore con maggiore frequenza, e con una qualità di racconto che valorizza la loro attività.

  3. Il rapporto tra ambulanti del sistema

    Il sistema dà forma editoriale a una rete di pari. Gli ambulanti che condividono lo stesso impianto editoriale, lo stesso badge, lo stesso riconoscimento di categoria si riconoscono come parte di un sistema coordinato — un riconoscimento reciproco che si aggiunge a quello che la rete associativa già offre, e che ha valore concreto per il dialogo tra banchi del progetto: scambio di informazioni sui mercati, segnalazioni reciproche, dimensione professionale condivisa che rafforza l'identità di categoria.

La visibilità digitale

La visibilità digitale è l'infrastruttura bidirezionale del territorio. Oltre a ciò che il territorio racconta al mondo, è il luogo dove il territorio e il mondo si incontrano. In una direzione, il territorio diventa riconoscibile dai motori di ricerca e dai sistemi di intelligenza artificiale generativa: i suoi mestieri si raccontano, le sue botteghe si trovano, i suoi mercati si presentano. Nell'altra direzione, il mondo arriva con le proprie domande — il turista che cerca autenticità, il consumatore che ha conosciuto il prodotto in viaggio e vuole ritrovarlo, il buyer che cerca un fornitore con prodotto e storia, il giovane che cerca un mestiere da imparare, il ricercatore che cerca una tecnica documentata. Il digitale prepara l'incontro fisico, lo prolunga, lo moltiplica. Il banco resta il centro fisico della relazione con il cliente. La bottega resta il luogo dove il mestiere si fa. Il mestiere resta il sapere che le persone tengono in vita. Il digitale si occupa di un livello diverso: rende riconoscibili, navigabili e raggiungibili, su scala più ampia, ciò che il fisico continua a fare.

Come si entra

Tre porte di adesione al sistema

Il percorso è lo stesso per tutti: si manifesta interesse, il progetto verifica e accompagna l'ingresso. Cambia soltanto la porta da cui si entra.

  1. Per i produttori

    Le aziende manifatturiere del territorio che vogliono entrare a fare parte del percorso produttori — botteghe, laboratori, imprese artigiane — possono manifestare interesse alla sede UAI territoriale di riferimento, che coordina con il team del progetto le fasi di onboarding e la costruzione della pagina dedicata.

    Per sapere a quale sede rivolgersi basta scrivere al progetto indicando il comune in cui si trova l'attività e il mestiere che si pratica.

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  2. Per gli ambulanti

    Gli operatori del commercio su area pubblica che vogliono entrare a fare parte del percorso ambulanti — banchi al mercato, attività itineranti, presidi commerciali stagionali — possono manifestare interesse alla sede UAI/FIA territoriale di riferimento. La sede coordina con il team del progetto le fasi di onboarding, la costruzione della pagina dedicata al banco, e la consegna del Welcome Kit con QR code personalizzato.

    Il percorso ambulanti è aperto su tutto il territorio nazionale.

    Scrivi al progetto →
  3. Per associazioni e Partner

    Comuni, Assessorati al Turismo e allo Sviluppo Economico, Pro Loco, uffici IAT e altre associazioni locali possono trovare nel progetto uno strumento concreto di valorizzazione del territorio. Il sistema valorizza i mercati locali nei circuiti nazionali e internazionali, racconta i mestieri al pubblico che li cerca, integra botteghe e banchi nelle ricerche turistiche del territorio.

    Per aprire un dialogo con il progetto si scrive al team indicando l'ente e il territorio di riferimento.

    Scrivi al progetto →