Gradoni di marmo bianco tagliati nel fianco della montagna, con blocchi squadrati e detriti che scendono verso il fondo della cava.

Territori

Massa-Carrara

Il marmo bianco delle Apuane. Il lardo di Colonnata. Il sapere lento della Lunigiana.

Il luogo

Il territorio

Massa-Carrara è la provincia che racconta una sola storia con due voci: quella del marmo e quella della montagna. Una geografia stretta tra l'Appennino tosco-emiliano e il mare, divisa nettamente: a sud le Alpi Apuane con Massa e Carrara, le cave, la pianura industriale; a nord la Lunigiana con Pontremoli, Aulla, Bagnone, Fivizzano — un'altra terra, un altro tempo.

Le Apuane sono la materia prima che ha dato a questa provincia il suo nome nel mondo. Le cave di marmo sono attive dall'epoca romana. Il bianco di Carrara è arrivato a Roma imperiale, alle cattedrali medievali, nelle sculture di Michelangelo, nei monumenti di Washington.

Carrara città è cresciuta intorno al marmo, e con il marmo ha costruito un'intera filiera: cave, segherie, laboratori di scultura, fonderie d'arte, accademie, mercati internazionali della pietra. Il porto di Marina di Carrara nasce per esportare blocchi.

A nord, oltre la dorsale apuana, comincia la Lunigiana. Una terra di castagneti, di pievi romaniche, di mulini ad acqua, di paesi medievali appollaiati sui crinali. Una geografia rurale e antica, dove il sapere agricolo non è mai stato industrializzato e dove i prodotti — funghi, castagne, miele, formaggi — mantengono caratteristiche che altrove sono state perdute.

Tra queste due anime, la pianura costiera con Massa, Marina di Massa, Avenza. Un'area di servizio, di trasformazione, di accesso al mare. Ogni provincia toscana ha una propria fisionomia: Massa-Carrara è quella che porta il marmo nel cognome.

Il saper fare

I mestieri del territorio

Massa-Carrara è una provincia monografica: il marmo organizza tutto il resto. Ma la Lunigiana porta i suoi saperi paralleli, antichi, indipendenti.

L'estrazione del marmo. Cavatori, tagliatori al filo diamantato, addetti alla movimentazione dei blocchi. Le cave delle Apuane operano oggi con tecniche miste — vecchie e nuove convivono. Il filo diamantato ha sostituito le mazze di una volta, ma il sapere su come scegliere il blocco, su come leggere la vena, su come prevedere la rottura, resta artigianale.

La scultura. Botteghe di scultori, modellisti, formatori, fonderie d'arte. Gli artisti contemporanei che lavorano in marmo hanno tutti un riferimento qui: studi specializzati nei vari stili — figurativo, astratto, contemporaneo.

La lavorazione lapidea industriale. Segherie, levigatrici, laboratori di taglio. Pavimenti, rivestimenti, lavandini, lapidi, oggetti d'arredo: la filiera trasformativa del marmo a Carrara ha standard internazionali e impianti tecnologici sofisticati.

Il restauro lapideo. Carrara è uno dei centri italiani del restauro di manufatti in pietra: monumenti storici, fontane, statue, edifici. Le competenze di restauro qui hanno radici nelle stesse tecniche di scultura.

La salumeria di Colonnata. Il lardo di Colonnata IGP è prodotto da una manciata di laboratori del piccolo borgo apuano. Maturazione in conche di marmo, sale grosso, spezie, aglio, rosmarino. Sei mesi minimo di stagionatura. Un mestiere antico che il marmo ha protetto.

I mestieri della Lunigiana. Falegnameria del castagno, lavorazione del ferro battuto, mugnai dei mulini ad acqua, artigiani della cesteria in vimine. Una manciata di saperi rurali sopravvissuti grazie all'isolamento geografico della valle.

La tavola

Le produzioni enogastronomiche

La cucina della provincia è doppia, come il territorio. Quella della costa apuana ha un'anima di mare e di marmo: pietanze povere ma decise, materia grassa per sostenere il lavoro pesante delle cave. Quella della Lunigiana è alpina, lenta, vegetariana per origine e sapiente per evoluzione.

Il lardo di Colonnata IGP. Stagionato in conche di marmo bianco apuano, condito con sale grosso, pepe nero, rosmarino, aglio. Un alimento che il lavoro estremo dei cavatori ha trasformato in patrimonio gastronomico mondiale. Si mangia su pane caldo, sottile come un velo.

I testaroli della Lunigiana. Crepes spesse cotte in testi di ghisa o di terracotta, tagliate a rombi, condite con pesto, con sugo o con olio e parmigiano. Il piatto-emblema della Lunigiana. Il testarolo artigianale pontremolese è presidio Slow Food.

Il panigaccio di Podenzana. Cialda sottile cotta tra testi di terracotta arroventati. Si mangia con salumi locali, formaggi, sughi semplici.

I funghi e le castagne della Lunigiana. Castagneti antichi che producono farine dolci per torte, pane, polenta. Funghi porcini, ovoli, finferli che alimentano la cucina autunnale dell'alta valle del Magra.

La torta d'erbi. Torta salata della Lunigiana fatta con erbe spontanee — bietola, borragine, ortica, prebuggiun — riso, formaggio. Una torta povera che racconta secoli di cucina di sussistenza.

Il vino. Il Candia dei Colli Apuani DOC dà vini bianchi e rossi di carattere, in volumi limitati. Il Vermentino dei Colli di Luni ha una denominazione che attraversa il confine con la Liguria.

I dolci. Spongata di Pontremoli (torta secca con frutta candita, miele, noci), amor di Pontremoli, torta di castagne.

I mercati

Mercato di Carrara — Piazza Alberica

Si tiene il lunedì in Piazza Alberica, per tutta la mattina. È il mercato settimanale generalista del centro storico di Carrara.

Mercato di Massa — Viale Roma

Il martedì in Viale Roma, nel tratto tra Largo Unità d'Italia e Via Carducci, dalla mattina alle prime ore del pomeriggio. È il grande mercato generalista della città.

Dal settembre 2024 non si tiene più nel centro storico: il trasferimento in Viale Roma è ancora in via sperimentale.

Mercato di Pontremoli — Piazza Italia

Il mercoledì mattina in Piazza Italia, lungo l'asse tra Via Roma e Via Sismondo. Mercato settimanale generalista.

Mercatino dell'Antiquariato di Pontremoli — Piazza del Duomo

La terza domenica del mese in Piazza del Duomo, nel centro storico di Pontremoli, dalla mattina alla sera. Banchi di antiquariato e artigianato, hobbisti, prodotti tipici.

Tutti i mercati di Massa-Carrara stanno su Tuscany Market Hub

Qui sopra ci sono quelli che il territorio riconosce per primi. Là ci sono tutti: giorno per giorno, piazza per piazza, con i banchi che ci lavorano e il ritiro della spesa dove il mercato si tiene davvero.