Al Bottegone

Bottega alimentareLivorno

Alimentari al Bottegone di Franco e Pupa Al Bottegone

Riccardo sistema la frutta fresca sul banco della bottega

Uno va al mercato ogni mattina a scegliere frutta e verdura, e lo fa da venticinque anni. L'altro ha imparato i salumi dal padre e poi si è messo a studiare il vino fino a diventare sommelier. Sono i figli di Franco e Pupa, e la bottega di via Demi è ancora la loro.

Bottega di quartiere dal 1977 · tre indirizzi a Livorno · enoteca con oltre cento etichette · cesti per privati e aziende

1977L'anno in cui apre via Demi 36
3Generazioni dietro allo stesso banco
100+Etichette in enoteca
25Anni di mercato, ogni mattina

Una bottega di cui fidarsi

Il mestiere del bottegaio è scegliere al posto tuo. E per farlo bisogna sapere chi entra dalla porta.

Al Bottegone apre a Livorno nel 1977, in via Demi 36, come negozio di alimentari di quartiere. Quasi cinquant'anni dopo è ancora lo stesso indirizzo, la stessa famiglia e — dicono loro — la stessa idea di partenza, che non è mai stata «vendere di tutto» ma essere un posto di cui ci si può fidare per la spesa di ogni giorno.

La facciata storica di Al Bottegone con l'insegna dipinta Franco & Pupa
Il banco storico con l'insegna dipinta. Via Demi 36, e l'indirizzo non è mai cambiato dal 1977.

Prima c'erano i gelati, e un pastificio

Franco, che loro chiamano «il titolare e iniziatore di questa avventura», non arriva al banco per caso. Aveva sempre lavorato nel commercio: prima venditore di gelati, poi socio di un pastificio. Quando nel 1977 apre la bottega, quell'esperienza se la porta dietro tutta — e il negozio nasce già sapendo come si compra, non solo come si vende.

All'inizio l'offerta copre tutto quello che non è carne e pesce fresco: il pane, la frutta e la verdura, i salumi, i formaggi, il bere. Il necessario quotidiano. Poi, scrivono, «col progredire dell'attività ci appassioniamo sempre più a ciò che facciamo» e cominciano a cercare i prodotti migliori dai produttori toscani e non solo.

I quattro pilastri, scritti da loro

Sul loro sito l'azienda dichiara su cosa sta in piedi. Sono criteri, e si vede che sono stati usati.

Un servizio attento alle esigenze di ogni cliente. Un rapporto quasi d'amicizia con chi entra, «con i quali ogni giorno ci conosciamo meglio». Prodotti scelti per il sapore, guardando come sono fatti e da dove vengono. E l'attenzione al rapporto fra quello che una cosa vale e quello che costa.

Federico: i salumi, poi il vino

Alla fine degli anni Novanta i figli subentrano. Federico impara da Franco a scegliere salumi e formaggi, e in quel banco continua a migliorare fino ad arrivare — sostengono, e a Livorno pare che non li smentisca nessuno — a una delle selezioni migliori della città.

Poi c'è il vino. Se ne appassiona prima di farne un mestiere, e nel 2008 diventa sommelier FISAR. Da lì comincia a portare bottiglie dentro l'offerta della bottega, finché nel 2015 apre in un piccolo locale accanto al negozio una selezione fatta da lui. Da quel locale è nato tutto il resto: oggi l'enoteca sta di fronte alla sede principale, tiene oltre cento etichette e ospita la show-room di Natale, le degustazioni e gli eventi.

Riccardo: tutte le mattine al mercato

L'altro fratello ha preso la parte che non si delega. Riccardo va a scegliere personalmente, tutti i giorni, la frutta e la verdura fresca al mercato. Ha cominciato seguendo Franco e imparando da lui per anni, finché il compito non è diventato soltanto suo: sono più di venticinque anni che ci va.

Il senso di quella sveglia lo spiegano loro, e non è romantico: in venticinque anni si impara a conoscere le varietà, a distinguere le qualità, e soprattutto a capire quando conviene comprare e quando è meglio lasciar stare. È il motivo per cui in quel banco c'è solo roba di stagione.

C'è anche un secondo mestiere dentro il primo. Riccardo è cuoco diplomato all'istituto alberghiero, e questo cambia il tipo di consiglio che può dare: non «prenda questo», ma «per quel piatto le serve quest'altro».

Prosciutti appesi alla corda sopra gli scaffali dei vini
I prosciutti appesi sopra gli scaffali del vino. Nella stessa stanza c'è la spesa di tutti i giorni e l'enoteca.
L'ingresso in via Demi con il banco di frutta e verdura e i clienti
L'ingresso su via Demi, col banco della frutta fuori. È una bottega di quartiere, e si vede da chi entra.

Quello che ha insegnato Pupa

Nel racconto di famiglia Pupa non compare come titolare ma come maestra di una cosa precisa: stare attenti alle esigenze di chi entra. Perché le clienti e i clienti, come faceva lei, quei prodotti se li portano a casa e ci fanno da mangiare alla famiglia.

È una lezione di mestiere travestita da premura. Chi vende cibo sceglie cosa mangeranno stasera delle persone che conosce di nome.

Le «bimbe» più uno

Sul loro sito, tutto questo è possibile «solo grazie alla collaborazione delle bimbe più uno, come li chiamiamo noi, che ogni giorno credono in chi siamo». E poi:

«In un negozio di quartiere il personale non è un costo: è il motivo per cui la fila alla cassa si muove e qualcuno si ricorda cosa compravi la settimana scorsa.»

La terza generazione si affaccia

Edoardo è il primo figlio di Federico, e lo si vede spesso in negozio — a servire i clienti, oppure a fare le cose che, con le loro parole, «i due più vecchi non capiscono proprio bene», cioè a gestire l'attività su internet.

Poi c'è Albertino, il secondo, sedici anni. Sul sito di famiglia c'è scritto che «già tutti lo vorrebbero come capo», e che il suo motto è uno solo.

Il bottegaio, anche su WhatsApp

La parte digitale della bottega è una tessera fedeltà che vive su WhatsApp. Chi si iscrive riceve gli sconti settimanali riservati, le anteprime sui prodotti limitati, gli inviti alle degustazioni. Al banco basta mostrare il messaggio alla cassa.

È il modo più onesto di portare online un rapporto che esiste già di persona: un messaggio breve, da chi ti conosce, quando c'è qualcosa che ti interessa davvero.

La squadra in camice nella stanza di stagionatura
La squadra in camice nella stanza di stagionatura. Tre generazioni dietro lo stesso banco.

Il video

Cosa si fa con le mani, un giorno qualunque

La bottega apre alle sette e mezza. Ma la giornata di qualcuno è cominciata prima, al mercato.

Il titolare incarta un prodotto per una cliente al banco dei salumi
Al banco: si incarta, si spiega, si consiglia.

Va al mercato all'alba

Riccardo sceglie di persona frutta e verdura ogni mattina, come faceva Franco. Venticinque anni di banchi insegnano quando comprare e, soprattutto, quando non comprare.

Sceglie salumi e formaggi

Federico ha imparato da Franco e ha continuato a costruirci sopra: è il banco su cui la bottega si è fatta la reputazione in città.

Consiglia per il piatto

Riccardo è cuoco diplomato all'alberghiero. Il consiglio non parte dal prodotto ma da quello che il cliente ha in mente di cucinare.

Cura l'enoteca

Oltre cento etichette scelte da un sommelier FISAR, in un locale di fronte al negozio, con degustazioni ed eventi durante l'anno.

Confeziona i cesti a mano

Selezione, abbinamenti ed etichette personalizzate. Per le aziende, spedizioni multiple direttamente ai dipendenti o ritiro in bottega.

Scrive a chi lo chiede

La Fidelity passa da WhatsApp: offerte della settimana, prodotti limitati, prenotazioni confermate in chat. Brevi, e solo quando serve.

In bottega

Quattro banchi, un'enoteca e i cesti.

Lo showroom e l'enoteca, con il banco centrale e gli scaffali di bottiglie
Lo showroom con l'enoteca: oltre cento etichette, e uno dei due fratelli è sommelier.

Composizione e prezzo di ogni cesto si concordano di volta in volta: si costruisce sulle richieste di chi lo regala.

Uno dei cesti regalo classici, con panettone, spumante e specialità toscane
Un altro dei cesti regalo classici, con salumi, formaggi e pasta toscana
Forme di formaggio, confezioni regalo e vini in esposizione in bottega
Le forme di formaggio e le confezioni in esposizione. I cesti si costruiscono su richiesta, uno per volta.
Un cesto regalo classico con cotechino, spumante e conserve
Al Bottegone

Il banco

Il cuore della bottega e la ragione per cui a Livorno la conoscono: salumi e formaggi scelti uno per uno, con la selezione che Federico ha imparato da Franco e poi ha continuato ad allargare per vent'anni. Accanto, la frutta e la verdura che Riccardo porta dal mercato ogni mattina, solo di stagione.

Al Bottegone

L'enoteca

Nata nel 2015 in un piccolo locale accanto al negozio, oggi sta di fronte alla sede principale. Oltre cento etichette scelte da Federico, sommelier FISAR dal 2008, e uno spazio che durante l'anno si trasforma in show-room natalizia, sala di degustazione e luogo di eventi.

Al Bottegone

I cesti per privati

Quattro famiglie — classici, gourmet, toscani, enoteca — selezionate e confezionate a mano in bottega. Si possono personalizzare togliendo o aggiungendo prodotti, oppure costruire da zero per esigenze alimentari particolari.

Al Bottegone

I cesti aziendali

Il regalo di fine anno gestito come un servizio: si sceglie la fascia di budget, si concorda la selezione con Federico, si aggiungono le etichette personalizzate. Poi o si ritira tutto in bottega, o si spedisce direttamente a casa di ogni dipendente.

Le persone dietro al banco

Tre generazioni, e un elenco che l'azienda scrive per nome — compresi quelli che non portano il cognome.

Franco

Il fondatore. Venditore di gelati, poi socio di un pastificio, nel 1977 apre la bottega di via Demi. È quello che ha insegnato a entrambi i figli a scegliere: a Federico i salumi, a Riccardo il mercato.

Pupa

Nel racconto di famiglia è la maestra dell'ascolto: insegna a stare attenti alle esigenze di chi entra, perché quei prodotti finiscono sulla tavola di una famiglia.

Federico

Salumi, formaggi e vino. Sommelier FISAR dal 2008, nel 2015 apre l'enoteca da cui è nata metà dell'attività di oggi.

Riccardo

Il fresco. Venticinque anni di mercato all'alba e un diploma da cuoco all'alberghiero: sceglie quello che entra in negozio e consiglia come cucinarlo.

Le «bimbe» più uno

Il personale della bottega, chiamato così da loro. Senza di loro, scrive l'azienda, si sentirebbe la mancanza anche di uno solo.

Edoardo e Albertino

La terza generazione. Edoardo serve al banco e tiene l'attività su internet; Albertino ha sedici anni e, dicono in casa, lo vorrebbero già tutti come capo.

La strada, fin qui

2026

Il catalogo su Tuscany Market Hub

La selezione della bottega con le sue pagine e le sue foto, accanto al negozio online di casa.

Oggi

La terza generazione si affaccia

Edoardo al banco e sul digitale, Albertino a sedici anni. La bottega comincia a passare di mano per la seconda volta.

2015

Nasce l'enoteca

Una selezione di vini in un piccolo locale accanto al negozio. Oggi sta di fronte alla sede principale, con oltre cento etichette, degustazioni ed eventi.

2008

Federico diventa sommelier FISAR

La passione per il vino diventa una qualifica, e il vino comincia a entrare stabilmente nell'offerta della bottega.

Fine anni '90 – inizio 2000

Subentrano Federico e Riccardo

I figli di Franco e Pupa proseguono l'attività di famiglia e si dividono il mestiere: uno il banco, l'altro il mercato.

1977

Franco apre in via Demi 36

Nasce il negozio di alimentari di quartiere, con l'idea di essere un posto di cui fidarsi per la spesa quotidiana.

Dove si trovano

Tre indirizzi dentro Livorno: il negozio storico, il secondo punto vendita e l'enoteca.

Indirizzo
Via Paolo Emilio Demi 36
57125 Livorno

Domande

Dove si trova Al Bottegone di Franco e Pupa?

A Livorno, con tre indirizzi: la sede storica in Via Demi 36, il secondo punto vendita in Via di Salviano 521-523 e l'enoteca in Via Salvino Salvini, di fronte al negozio principale.

Da quanto tempo esiste la bottega?

Dal 1977, quando Franco apre il negozio di alimentari di quartiere in via Demi 36. Oggi l'attività è portata avanti dai figli Federico e Riccardo, con la terza generazione che ha cominciato ad affacciarsi.

Che cosa si trova al banco?

Salumi e formaggi selezionati uno per uno, frutta e verdura scelte ogni mattina al mercato e solo di stagione, pane e prodotti freschi. Accanto al negozio c'è l'enoteca con oltre cento etichette.

Come nasce la selezione dei vini?

Dalla passione di Federico, sommelier FISAR dal 2008. Nel 2015 apre una prima selezione in un piccolo locale accanto al negozio; oggi l'enoteca sta di fronte alla sede principale e ospita degustazioni, eventi e la show-room natalizia.

Si possono ordinare cesti regalo?

Sì, per privati e per aziende. I cesti sono selezionati e confezionati a mano in bottega, nelle famiglie classici, gourmet, toscani ed enoteca, e si possono personalizzare togliendo o aggiungendo prodotti — anche per esigenze alimentari particolari.

Come funzionano i cesti aziendali?

Si sceglie la fascia di budget, si concorda la selezione e si possono aggiungere etichette personalizzate. Poi si ritira tutto in bottega oppure si spedisce direttamente a ciascun dipendente, a indirizzi diversi.

Che cos'è la Fidelity?

Il programma fedeltà della bottega, che passa da WhatsApp: sconti settimanali riservati, anteprime sui prodotti limitati, inviti a degustazioni ed eventi, conferme di prenotazione in chat. Al negozio basta mostrare il messaggio alla cassa.

Quali sono gli orari?

Dal lunedì al sabato, 7:30–13:00 e 17:00–19:30. Il mercoledì pomeriggio la bottega è chiusa, così come la domenica.

La selezione è su Tuscany Market Hub

Qui si racconta chi sceglie e come. Là c'è il catalogo: i prodotti della bottega e i cesti, ognuno con la sua pagina.

L'insegna

Ragione sociale
Alimentari al Bottegone · di Franco e Pupa
Sede
Via Paolo Emilio Demi 36 · 57125 Livorno
Partita IVA
01252020498
Mestiere
Bottega alimentare · ed enoteca
Bottega dal
1977 · fondata da Franco
Secondo punto vendita
Via di Salviano · 521-523, Livorno
Enoteca
Via Salvino Salvini · Livorno
Canali
Negozio · e-commerce · Fidelity su WhatsApp

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