Clandestino

Birra artigianaleLivorno

Piccolo Birrificio Clandestino Clandestino

La lattina Galactica con l'etichetta distesa

C'è un anno, sulle etichette, che non è l'anno di fondazione: il 1593. Sono le Leggi Livornine, quelle che fecero di Livorno un porto dove chi arrivava non doveva spiegare da dove veniva. Il primo birrificio artigianale della città ha scelto quella data come dichiarazione di intenti.

Primo birrificio artigianale di Livorno, dal 2010 · taproom in via Cimarosa · dal 2024 anche sulla scogliera · vendita diretta e online

2010Il primo birrificio artigianale di Livorno
1593L'anno delle Leggi Livornine
2.000 hlLa produzione dichiarata nel 2023
3Le sedi attraversate in quindici anni

Indipendenti dal 1593

Un birrificio nato nel 2010 che si data quattro secoli prima. È la cosa più seria che dicono di sé.

Le Leggi Livornine sono i bandi con cui, alla fine del Cinquecento, Livorno divenne porto franco e offrì rifugio a chi arrivava — mercanti, perseguitati, gente in fuga da mezzo Mediterraneo — senza chiedere conto della provenienza né della fede. Da lì nasce l'idea che Livorno abbia una vocazione all'apertura che le altre città toscane non hanno. Un birrificio che si chiama Clandestino e che si dichiara indipendente dal 1593 sta dicendo esattamente questo: che l'indipendenza, qui, è una faccenda antica.

Bancone del birrificio con una birra scura e un dolce in vasetto
Sul bancone: la birra scura col logo e il dolce nel vasetto. Il locale è la parte del mestiere che non entra in bottiglia.

Il primo della città

Il Piccolo Birrificio Clandestino apre nel 2010 e si presenta come il primo birrificio artigianale di Livorno. Dietro c'è Pierluigi Chiosi: la traiettoria è quella dell'homebrewer che a un certo punto smette di fare birra per gli amici e comincia a farla per la città.

Essere il primo, in una città, non è un vanto anagrafico: significa che qualcuno ha dovuto spiegare a duecento baristi cos'era una birra non pastorizzata quando nessuno lo chiedeva.

Tre indirizzi in quindici anni

La storia del birrificio si legge anche sulla mappa. Si comincia in via Solferino, poi si passa al birrificio di via Nicolodi, e dal 2020 la produzione sta in via Cimarosa, con la taproom adiacente. Dal 2024 il gruppo gestisce anche il Clandestino Reef Club, sulla scogliera.

Ogni trasloco è un impianto più grande. Ed è il modo in cui un birrificio artigianale cresce davvero: non con una campagna, ma con un capannone in più e qualche serbatoio.

Santa Giulia, la prima clandestina

Nel catalogo c'è una English Brown Ale che il birrificio indica come la sua prima produzione «clandestina». Si chiama Santa Giulia, ed è la birra da cui è partito tutto — quella fatta prima che esistesse un birrificio da chiamare così.

Oggi è nel core range, accanto a birre premiate a livello nazionale, e ha la certificazione gluten free. È rimasta al suo posto.

Core Range, Year Round, The Fun Part

Il catalogo è diviso in tre, e la divisione è già una dichiarazione di metodo. Il Core Range sono le birre che ci sono sempre, quelle su cui un locale può costruire la spina. Year Round tiene le birre strutturate e di lunga maturazione — il barley wine, la Russian Imperial Stout. The Fun Part è dove finiscono le sperimentazioni, le one shot e le collaborazioni con altri birrifici.

Molti birrifici fanno le stesse tre cose. Pochi le scrivono in tre scaffali diversi, dichiarando a chi compra quale delle tre sta bevendo.

Bottiglia di Riappala 2.0, American IPA
Riappala 2.0, American IPA. Il numero nel nome dice che la ricetta è stata rifatta, e che la prima non bastava.
Bottiglia di Santa Giulia, English Brown Ale
Santa Giulia, English Brown Ale. I nomi vengono da Livorno, non da un generatore di marchi.

Le birre che si chiamano come la città

Il repertorio dei nomi è quasi tutto livornese, e non per caso. Fortezza Nuova porta il nome della fortificazione simbolo della città. Birra Amaranto è dedicata al Livorno Calcio, e amaranto è il colore della squadra. 5e5 è la torta di ceci nel pane, il pasto da strada livornese per eccellenza — e infatti il birrificio la accompagna con due parole sole.

Accanto ci sono Dé, che è l'intercalare con cui a Livorno si comincia mezza frase, e Awanagana, la golden ale che è diventata la birra simbolo della casa. Un catalogo che a leggerlo tutto insieme è una passeggiata in centro.

La prima Cold IPA d'Italia, a sentire loro

Nel 2022 il birrificio avvia un progetto che chiama Make IPA Clear Again, e lo presenta come la prima Cold IPA mai brassata in Italia. È un'autoaffermazione aziendale, non un riconoscimento di terzi — ma dice bene dove sta la testa di questa gente: la Cold IPA è uno stile arrivato dagli Stati Uniti da pochissimo, e brassarlo per primi in Italia significa leggere le riviste di settore prima che le leggano i clienti.

Sta dentro The Fun Part, dove deve stare. E porta anche lei la certificazione gluten free.

Quello che dicono gli altri

Nel maggio 2024 Slow Food include il Piccolo Birrificio Clandestino fra le Eccellenze della Toscana della Guida alle Birre d'Italia 2025. Al concorso Birra dell'Anno di Unionbirrai il birrificio è salito sul podio in tre edizioni consecutive: nel 2022 con la Mastro Ciliegia, nel 2023 con la Sorrypier — argento — e nel 2024 con due terzi posti, la Pils e di nuovo la Sorry Pier.

Tre anni di fila a un concorso nazionale non è fortuna. È un birrificio che sa ripetersi, che in questo mestiere è la cosa più difficile.

Dal ferro alla scogliera

Dal 2024 la storia del marchio esce dal capannone e arriva al mare: il gruppo gestisce il Clandestino Reef Club, a picco sulla scogliera livornese, dove la birra incontra la cucina di mare, gli aperitivi e gli sport acquatici.

Ed è la naturale continuazione di un birrificio che ha sempre organizzato più di quanto abbia venduto: Jingle Beers, il festival natalizio che nel 2023 era già alla sesta edizione con quindici microbirrifici; la festa di compleanno con nove birrifici ospiti; i corsi di degustazione dentro l'impianto di produzione.

Bottiglia di Montinera, Imperial Russian Stout
Montinera, Imperial Russian Stout. È la birra che chiede più tempo, e il tempo non si comprime.

Il video

Cosa si fa con le mani, una settimana qualunque

Duemila ettolitri l'anno vogliono dire cotte continue. E, in mezzo, gente che entra a guardare.

Bottiglia da 33 cl di Awanagana
Awanagana, formato da trentatré. Il piccolo formato è quello con cui una birra entra in una casa che non la conosce.

Non pastorizza, non microfiltra

Sono le due condizioni che la legge italiana pone per chiamare artigianale una birra, insieme all'indipendenza del birrificio. Qui sono il punto di partenza, non un traguardo.

Tiene il core range

Le birre che ci sono sempre, quelle su cui un locale costruisce la spina. È la parte meno appariscente del mestiere e quella che tiene in piedi tutto il resto.

Sperimenta a parte

The Fun Part raccoglie one shot, prototipi e collaborazioni con altri birrifici. Alcune produzioni non escono mai dalla taproom: si bevono lì o non si bevono.

Certifica il gluten free

Diverse referenze del core range sono certificate senza glutine: sono le stesse birre che bevono tutti.

Apre l'impianto

Visite guidate, degustazioni e corsi base che si svolgono dentro il sito produttivo. Chi vuole capire come si fa, viene a vederlo mentre si fa.

Chiama gli altri birrifici

Jingle Beers a Natale, la festa di compleanno d'estate. Un birrificio che invita i concorrenti in casa propria sta dicendo che il mercato lo si allarga, non lo si difende.

Le birre

Tre scaffali dichiarati: quelle che ci sono sempre, quelle che aspettano, e quelle che succedono una volta sola.

Lattina di Italian Pils
L'Italian Pils in lattina. La lattina protegge dalla luce meglio del vetro: è una scelta tecnica prima che estetica.

Le birre certificate senza glutine sono indicate come tali nel catalogo dell'azienda. Le referenze non contrassegnate contengono glutine: sono prodotte con malto d'orzo e, su alcune ricette, con altri cereali.

Lattina di Hop Island, con l'illustrazione dei pinguini
Bottiglia di Fortezza Nuova
Bottiglia di Goslar 1826
Goslar 1826: una gose, stile tedesco quasi scomparso e poi tornato. La data nel nome è quella del disciplinare originale.
Bottiglia di Cinque & Cinque
Cinque & Cinque, che a Livorno è il nome di un panino. La birra si chiama come la città mangia.
Core Range

Quelle che ci sono sempre

Lo zoccolo del birrificio, e il posto in cui Livorno entra nei nomi: la fortezza, la squadra, la torta di ceci, l'intercalare. Diverse referenze sono certificate senza glutine.

Year Round

Quelle che aspettano

Le birre strutturate, quelle che maturano a lungo prima di uscire. Si comprano una volta e si aprono quando è il momento — o si mettono via ancora un anno.

The Fun Part

Quelle che succedono una volta sola

Sperimentazioni, one shot e collaborazioni con birrifici amici. Alcune produzioni prototipo non escono mai dalla taproom. Qui dentro sta anche il progetto Make IPA Clear Again, che il birrificio presenta come la prima Cold IPA brassata in Italia.

Clandestino

Le esperienze

Il birrificio si visita. La degustazione guidata si fa dentro l'impianto, fra i serbatoi, e la visita completa comprende il giro della produzione con chi la produzione la fa.

Clandestino

L'amaro

Fuori dalla birra ma dentro la stessa insegna: l'amaro della casa, quello che si beve alla fine, al bancone della taproom.

Chi c'è dietro

Un birrificio che porta gente dentro l'impianto non ha molto da nascondere sull'organigramma.

Pierluigi Chiosi

Il fondatore e il mastro birraio. Ex homebrewer, è la figura centrale del racconto aziendale e il volto pubblico del progetto: conduce le visite in impianto, le serate di degustazione e le interviste.

Davide Balestri

Descritto da chi ha visitato il birrificio come il braccio destro di Chiosi. È l'altra metà del banco di lavoro.

La strada, fin qui

2026

Il catalogo su Tuscany Market Hub

Le birre e le esperienze con la loro pagina, i loro dati e il loro prezzo, accanto allo shop di casa.

2024

Il Reef Club, e due podi

Il gruppo prende in gestione il Clandestino Reef Club sulla scogliera livornese. Allo stesso tempo, al Birra dell'Anno di Unionbirrai arrivano due terzi posti: la Pils e la Sorry Pier.

Maggio 2024

Slow Food — Guida alle Birre d'Italia 2025

Il birrificio entra fra le Eccellenze della Toscana.

Marzo 2024

Il corso base dentro l'impianto

Cinque incontri di degustazione e conoscenza della birra, in collaborazione con Puro Malto, svolti dentro il sito produttivo.

2023

Tredici anni, e la sesta Jingle Beers

A giugno tre giorni di festa per il compleanno, con nove birrifici ospiti e visite guidate. A dicembre la sesta edizione di Jingle Beers, con quindici microbirrifici a Livorno. E la Sorrypier prende l'argento al Birra dell'Anno.

2022

Make IPA Clear Again

Parte il progetto che il birrificio presenta come la prima Cold IPA brassata in Italia. Nello stesso anno la Mastro Ciliegia è fra i premiati del Birra dell'Anno.

2020

Via Cimarosa

La produzione si sposta nella sede attuale, con la taproom adiacente. È il terzo indirizzo dopo via Solferino e via Nicolodi.

2010

Nasce il Clandestino

Pierluigi Chiosi apre il primo birrificio artigianale della città di Livorno.

Dove si trova

Il birrificio con la taproom in città, e d'estate il club sulla scogliera.

Indirizzo
Via Domenico Cimarosa 37/39
57124 Livorno

Domande

Perché «Indipendenti dal 1593»?

È il claim del birrificio e richiama le Leggi Livornine del 1593, i bandi con cui Livorno divenne porto franco e accolse chi arrivava senza chiedere conto di provenienza o religione. Il birrificio collega la propria identità a quella tradizione di libertà e apertura della città.

Dove si trova il birrificio?

In Via Domenico Cimarosa 37/39 a Livorno, dove stanno la produzione e la taproom. È la terza sede dal 2010, dopo via Solferino e via Nicolodi. Dal 2024 il gruppo gestisce anche il Clandestino Reef Club, in Via del Littorale 232, sulla scogliera.

Si può visitare?

Sì. Il birrificio vende visite guidate con degustazione e degustazioni accompagnate che si svolgono dentro l'impianto di produzione, e ha ospitato corsi base di conoscenza della birra articolati in più incontri.

Quali birre sono senza glutine?

Diverse referenze del core range sono presentate dall'azienda come certificate gluten free, fra cui Awanagana, Riappala e Santa Giulia, insieme alla Cold IPA del progetto Make IPA Clear Again. Stanno nel core range, accanto alle altre.

Che differenza c'è fra Core Range, Year Round e The Fun Part?

Il Core Range sono le birre sempre disponibili. Year Round raccoglie le birre strutturate e di lunga maturazione, come il barley wine Fortezza Nuova e la Russian Imperial Stout Montinera. The Fun Part è lo spazio delle sperimentazioni, delle produzioni one shot e delle collaborazioni con altri birrifici.

Che premi ha vinto?

Slow Food lo include fra le Eccellenze della Toscana nella Guida alle Birre d'Italia 2025. Al concorso Birra dell'Anno di Unionbirrai è salito sul podio in tre edizioni consecutive: Mastro Ciliegia nel 2022, Sorrypier argento nel 2023, e nel 2024 due terzi posti con la Pils e la Sorry Pier.

Cos'è la 5e5?

Una birra del core range, il cui nome viene dal cinque e cinque livornese: la torta di ceci dentro il pane, il pasto di strada della città. Il birrificio la accompagna con due parole, «Pane e Torta».

Dove si comprano le birre?

Nella taproom e nello shop online dell'azienda, che vende anche le esperienze di visita e degustazione. Le referenze sono anche su Tuscany Market Hub.

Le birre sono su Tuscany Market Hub

Qui si racconta chi le fa e perché portano i nomi di Livorno. Là c'è il catalogo: ogni referenza con la sua pagina e il suo stile.

L'insegna

Marchio
Piccolo Birrificio · Clandestino
Produzione e taproom
Via Domenico Cimarosa 37/39 · 57124 Livorno
Mestiere
Produzione di birra · ATECO 11.05
Birrificio dal
2010 · il primo di Livorno
Produzione
2.000 hl · dichiarati nel 2023
Reef Club
Via del Littorale 232 · Livorno, dal 2024
Canali
Taproom · shop online · ingrosso e distribuzione

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