Dove
Dove si pratica in Toscana
Le mani che la praticano in Toscana hanno tre geografie principali, e sono tre identità diverse. C'è Firenze, dove l'oreficeria vive sul Ponte Vecchio dal 1593 — quando Ferdinando I de' Medici cacciò i macellai e li sostituì con orafi e argentieri per nobilitare il passaggio sopra l'Arno. Ci sono famiglie che lavorano nelle stesse botteghe da otto, dieci generazioni, con archivi di disegni che attraversano il Granducato, il Regno d'Italia, il Novecento. C'è poi Arezzo, capitale industriale dell'oreficeria italiana: il distretto aretino produce circa il sessanta per cento dell'oreficeria nazionale, ed è qui che convivono botteghe artigiane storiche e laboratori che riforniscono i marchi internazionali del lusso. Infine c'è Livorno, e il suo rapporto antico con il corallo — fin dal Seicento gli ebrei livornesi lavoravano il rosso del Mediterraneo importato dalla costa nordafricana, trasformandolo in collane, rosari, cammei, gioielli da viaggio.