Il Papavero Decorazioni

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Laboratorio artistico di Marcella e Maria Teresa Lorenzi Il Papavero Decorazioni

Tazza con gocce e piccoli tratti colorati

Per vent'anni Marcella e Maria Teresa Lorenzi hanno decorato ceramica per le ditte di Montelupo: mani espertissime, nomi invisibili. Poi la ditta è diventata la loro. Oggi a Empoli lavorano l'argilla dall'inizio alla fine — tornio, pennello, forno lento — e ogni pezzo che esce dal Papavero è un pezzo unico, firmato da chi l'ha fatto davvero.

Laboratorio a Empoli, Via Giuseppe Verdi 37 · il Papavero apre la prima volta nel 1994

1994La prima apertura del Papavero
20Anni da terziste per le ditte di Montelupo
1100Gradi della prima cottura
13Ore di forno lento, per non perdere nulla

Le mani c'erano già. Mancava il nome sopra

La storia del Papavero è la storia di due decoratrici che per vent'anni hanno fatto belle le ceramiche degli altri — e di cosa succede quando decidono di firmare le proprie.

Empoli sta dentro il distretto della ceramica di Montelupo, dove il mestiere si respira prima ancora di impararlo. Marcella e Maria Teresa Lorenzi ci sono cresciute dentro: la passione dall'infanzia, la formazione all'istituto artistico a Firenze, poi la partita IVA e due decenni di lavoro in conto terzi per le ditte del distretto. Il Papavero nasce nel 1994 — e la sua storia vera comincia quando le due socie smettono di essere invisibili.

Tazza in ceramica con un gatto disegnato a grafite, su un telo di lino stropicciato
Il gatto a grafite. Il disegno si fa sul biscotto, e sul biscotto non si torna indietro.

Vent'anni per conto d'altri

C'è una scuola che non compare in nessun diploma: vent'anni passati a decorare ceramica per le ditte di Montelupo. Migliaia di pezzi usciti dalle loro mani col marchio di qualcun altro sopra. È il tirocinio più duro e più completo che il distretto possa offrire — si impara la velocità senza perdere la precisione, si imparano tutti gli stili perché si eseguono tutti gli stili, e si impara soprattutto cosa si vorrebbe fare di diverso, potendo scegliere.

La pausa, e la scelta di riaprire

A un certo punto la vita ha chiesto il conto: l'attività si è fermata per motivi familiari, e per alcuni anni il laboratorio è rimasto un capitolo chiuso. La parte interessante è quella dopo — perché riaprire una ditta artigiana, sapendo esattamente quanta fatica costa, è una dichiarazione. Le due socie hanno riaperto insieme, reinventando il laboratorio: non più esecutrici per conto terzi, ma un marchio proprio con una produzione propria.

Tazza con una libellula disegnata a mano
La libellula a segno unico: una linea sola, senza ripensamenti.

L'argilla dall'inizio alla fine

Oggi al Papavero non entra ceramica bianca da decorare: entra argilla. I pezzi si modellano a tornio, a lastra o a colombino; si decorano; si lasciano asciugare all'aria, in ambiente controllato, senza forzare i tempi. Poi la prima cottura a circa 1100 gradi, la smaltatura, le ultime decorazioni e la seconda cottura. Un pezzo grande chiede almeno dieci giorni, e il forno lavora lento — dodici, tredici ore — perché la fretta, in ceramica, si paga in crepe.

La terra rossa dipinta e smaltata è la materia di casa; i decori vengono dal mondo che sta fuori dalla finestra e da quello che sta sott'acqua. Tecniche tradizionali del distretto, adattate al presente.

Niente si butta

In un laboratorio dove ogni pezzo è fatto a mano, la cottura è il momento della verità: qualcosa, ogni tanto, si crepa. Al Papavero i pezzi feriti non finiscono nel cassonetto — vengono conservati e rinascono come un pannello, un elemento decorativo, una nuova creazione. È la stessa logica che porta le socie a usare materiali riciclati nella produzione: il laboratorio funziona come un piccolo ecosistema, dove l'errore è una materia prima come le altre.

Tazza dipinta con iris viola
Gli iris. La botanica è il repertorio più richiesto, ed è quello dove si vede la mano.

Pezzo unico, per statuto

Sulle schede del loro negozio online ricorre sempre la stessa dicitura: pezzo unico. È la conseguenza del metodo: quando ogni oggetto passa per le stesse due paia di mani, dal pane d'argilla allo smalto, la copia perfetta semplicemente non esiste. Chi vuole più esemplari può commissionarli, e i bicchieri vivono in famiglie di varianti — stesso oggetto, fino a cinque colori — ma ogni esemplare resta figlio del proprio giorno di lavoro.

Da Empoli a Milano, passando dalla Fortezza

Il laboratorio resta una bottega di quartiere, ma il suo raggio si sta allargando: a fine 2025 le creazioni del Papavero compaiono su Living del Corriere della Sera nel racconto di Milano Home; nella primavera 2026 arrivano il MIDA alla Fortezza da Basso con CNA e la mostra-mercato Firenze in Arte in piazza del Carmine; a giugno la puntata di CNA Storie con Radio Lady racconta le due socie al distretto intero. E per il futuro c'è un'idea che profuma di porta aperta: laboratori artigianali aperti anche ai visitatori.

Le due socie del Papavero dietro il banco allestito in fiera, con i pannelli dipinti alle spalle
Il banco del Papavero in fiera, con i barattoli, le ciotole e i piatti a rilievo sugli scaffali
Tazza con bacche rosse e bordo giallo
Il bordo giallo e il manico color terra: lo smalto si sceglie dopo il disegno, non prima.

Il video

Cosa succede in laboratorio, un giorno qualunque

Quattro mani, nessun reparto: ogni pezzo attraversa tutte le fasi dentro le stesse mura di via Verdi.

Tazza dipinta con felci verdi
Le felci girano tutto attorno alla tazza: il decoro non ha un davanti.

Modellano l'argilla

Tornio, lastra o colombino, a seconda del pezzo: le tre strade classiche della ceramica toscana, praticate tutte e tre sotto lo stesso tetto.

Decorano a pennello

Fiori, natura, mare e fondali: ogni decoro è dipinto a mano sulla terra rossa. È il mestiere imparato in vent'anni di distretto, finalmente firmato.

Aspettano l'aria giusta

I pezzi asciugano all'aria in ambiente controllato, senza scorciatoie: l'asciugatura frettolosa è la prima causa delle crepe, e qui la pazienza è un ingrediente.

Cuociono due volte, piano

Prima cottura a circa 1100 gradi, smaltatura, decorazione e seconda cottura: il forno lavora dodici-tredici ore. Un pezzo grande vuole almeno dieci giorni di vita in laboratorio.

Salvano i pezzi feriti

Ciò che si crepa in cottura non si butta: diventa un pannello, un elemento decorativo, una creazione nuova. Anche i materiali riciclati entrano nel ciclo produttivo.

Dipingono oltre l'argilla

Pannelli su legno in acrilici a base di calce e marmorino, cuscini con tessuti dipinti a mano: il pennello del Papavero non si ferma alla ceramica.

Il forno, quando si apre

La vetrina

Il negozio online del Papavero conta oltre cento creazioni. Questi sono i mondi da cui escono.

Tazza dipinta con pale di fico d'India e fiori
I fichi d'India: la serie delle piante grasse è quella che si vende da sola.
Tazza decorata con un cane e la pioggia, su fondo lilla
Tazza con un gatto rosa su fondo verde
Tazza dipinta con cardi viola
I cardi. Le figure e la botanica se le dividono le due socie, e nel catalogo si vede.
Tazza dipinta con cactus fioriti
Il cactus in fiore. Ogni pezzo esce diverso perché il disegno non è una decalcomania.
Il Papavero Decorazioni

La tavola

Il capitolo più ricco del laboratorio: centrotavola, piatti, foglie decorative, porta salse, barattoli. Terra rossa dipinta e smaltata, decori botanici e marini, e la regola della casa stampata su ogni scheda: pezzo unico.

Il Papavero Decorazioni

I vasi

Dal vaso quotidiano al pezzo importante: la scala di prezzi racconta la scala di lavoro, dal decoro semplice al vaso grande che chiede giorni di pennello.

Il Papavero Decorazioni

Bicchieri, bomboniere e quadretti

I bicchieri vivono in famiglie fino a cinque varianti di colore — stesso oggetto, smalto diverso. Le bomboniere e i quadretti da appendere sono il capitolo dei regali che non si dimenticano in un cassetto.

Oltre l'argilla

Pannelli dipinti e cuscini

Il pennello del Papavero esce dalla ceramica: quadri su pannello di legno dipinti a mano con acrilici a base di calce e marmorino — la tavolozza della bioedilizia — e cuscini in tessuto dipinto a mano. Pezzi unici anche qui, realizzabili su commissione.

Le socie

Due nomi sulla stessa insegna, dalla prima apertura alla rinascita.

Maria Teresa Lorenzi

Formazione artistica fiorentina e vent'anni di distretto nelle mani. È la voce che racconta il processo — la modellazione, i mille e cento gradi, la pazienza — e l'ispirazione che va dai fiori ai fondali marini.

Marcella Lorenzi

L'altra metà del laboratorio, stessa scuola e stessa strada. Sua la misura del tempo giusto: almeno dieci giorni per un lavoro fatto come si deve, e nemmeno un'ora di meno.

Dove sta andando il Papavero

2026

Il catalogo su Tuscany Market Hub

Centottantotto creazioni con la loro pagina, la loro foto e il loro prezzo: la vetrina del laboratorio, aperta agli acquisti.

Giugno 2026

CNA Storie racconta il Papavero

La puntata dedicata alle due socie, con l'intervista su Radio Lady: la storia del ritorno al mestiere raccontata al distretto intero.

Aprile 2026

MIDA — Fortezza da Basso, Firenze

Tra le imprese del padiglione CNA alla Mostra Internazionale dell'Artigianato: la vetrina istituzionale del saper fare toscano.

28–29 marzo 2026

Firenze in Arte, piazza del Carmine

Tra le sedici botteghe della mostra-mercato dell'Oltrarno: la ceramica di Empoli nel salotto degli artigiani fiorentini.

Dicembre 2025

Su Living del Corriere della Sera

Le creazioni del laboratorio compaiono nel racconto di Milano Home: ceramiche, pannelli in calce e marmorino e cuscini dipinti a mano arrivano sulla stampa nazionale di design.

2025

Artigianato e Palazzo, nel giardino di Villa Corsini

Il banco del Papavero fra gli artigiani della mostra fiorentina, nel giardino di Villa Corsini.

1994

La prima apertura

Il Papavero nasce come attività artigianale di lavorazione della ceramica, dentro il distretto di Montelupo. Poi la lunga stagione in conto terzi, la pausa — e la rinascita con la produzione propria.

Dove si trovano

Una bottega vera, con orari veri — più il negozio online che non chiude mai.

Indirizzo
Via Giuseppe Verdi 37
50053 Empoli (FI)

Domande

Chi realizza ceramiche artistiche dipinte a mano vicino a Firenze?

Il Papavero Decorazioni, laboratorio artistico di Empoli (FI) fondato nel 1994 e guidato dalle socie Marcella e Maria Teresa Lorenzi. Dopo vent'anni di lavoro per le ditte del distretto di Montelupo, oggi il laboratorio produce in proprio: ceramiche in terra rossa dipinte e smaltate a mano, pannelli su legno e cuscini in tessuto dipinto.

Cosa significa che ogni ceramica è un pezzo unico?

Che non esistono due esemplari identici: ogni oggetto è modellato, dipinto e smaltato a mano dalle stesse persone, e porta le variazioni naturali del lavoro artigiano. Chi desidera più esemplari può ordinarli su commissione — nascono apposta, ma restano fatti a mano.

Perché un pezzo richiede almeno dieci giorni?

Perché la ceramica non perdona la fretta: modellazione, decorazione, asciugatura all'aria in ambiente controllato, prima cottura a circa 1100 gradi, smaltatura, nuove decorazioni e seconda cottura. Il forno lavora dodici-tredici ore a ciclo, lentamente, per evitare crepe e rotture.

Cosa sono i pannelli in calce e marmorino?

Sono quadri su pannello di legno dipinti a mano con colori acrilici a base di calce e marmorino, i materiali della bioedilizia e della decorazione murale tradizionale. Ogni pannello è un pezzo unico e può essere realizzato anche su commissione, a soggetto.

Fate bomboniere e regali personalizzati?

Sì: bomboniere, quadretti da appendere e oggetti su commissione sono parte del repertorio del laboratorio. I bicchieri esistono in famiglie di varianti di colore — fino a cinque per modello — e molti pezzi si possono personalizzare per colore e forma.

È vero che i pezzi rotti non si buttano?

Vero, ed è una delle firme della casa: ciò che si crepa o si rompe in cottura viene conservato e rinasce come pannello, elemento decorativo o creazione nuova. Insieme all'uso di materiali riciclati, è il modo del Papavero di non sprecare nulla del proprio lavoro.

Dove si comprano le creazioni del Papavero?

Nel laboratorio di via Giuseppe Verdi 37 a Empoli, sul negozio online ilpapaverodecorazioni.it (in italiano e inglese), alle mostre e ai mercati dell'artigianato — dal MIDA di Firenze a Firenze in Arte — e su Tuscany Market Hub, dove il laboratorio ha il proprio catalogo.

Le creazioni sono su Tuscany Market Hub

Qui si racconta chi le fa e come. Là c'è il catalogo: ogni creazione con la sua pagina e la sua foto.

L'insegna

Ragione sociale
Il Papavero Decorazioni S.n.c. · di Lorenzi Marcella e Maria Teresa
Sede e laboratorio
Via Giuseppe Verdi 37 · 50053 Empoli (FI)
Partita IVA
07311550482
VAT europeo
IT07311550482
REA
FI‑694861
Attivo dal
1994 — prima apertura
Le socie
Marcella Lorenzi · Maria Teresa Lorenzi
Orari
9:00–13:00 · 15:30–19:00

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