Una mano modella con una paletta di legno la bolla di vetro incandescente sulla canna, la fornace accesa sullo sfondo.

Manufatti e artigianato

Vetro artistico

Il vetro è la materia paradossale: solido che si comporta come liquido, trasparente che pesa, fragile che dura millenni. Lavorarlo richiede una combinazione rara — forza fisica, precisione del gesto, lettura della temperatura — perché la pasta di vetro fusa è viva, e cambia stato in pochi secondi. Il maestro vetraio non improvvisa: anticipa. Sa già quale forma avrà la materia tra trenta secondi, e si muove di conseguenza.

Dal portone aperto di una bottega si intravedono vetri illuminati e un forno acceso; il vicolo scende verso le colline.

Dove

Dove si pratica in Toscana

In Toscana il vetro artistico ha una storia che non ha la fama di Murano ma esiste e produce. Empoli è il centro principale: dal Cinquecento la città lavora vetro soffiato, e ha conosciuto stagioni di grande fortuna soprattutto tra Otto e Novecento, quando il vetro verde di Empoli — fiaschi, damigiane, bottiglie — vestiva le cantine di mezza Italia. Anche oggi rimangono fornaci attive, alcune storiche, alcune nuove, che lavorano vetro soffiato a bocca con tecniche tradizionali. C'è poi Colle Val d'Elsa (Siena), che ha sviluppato dal Settecento una tradizione di cristallo — vetro al piombo di alta gamma — diventando il principale centro italiano per cristalleria di pregio: bicchieri, calici, lampadari, oggettistica. Botteghe d'autore esistono anche a Firenze e in altre province, dove artisti del vetro lavorano in autonomia con piccoli forni propri.

Sul banco la canna da soffio, le borselle, le forbici da vetro e la paletta di legno accanto a una sfera di vetro azzurro.

Come

Le tecniche del mestiere

Le tecniche definiscono mondi diversi. La soffiatura a bocca — la canna che raccoglie il bolo di vetro fuso, il maestro che soffia e ruota mentre l'aiutante lavora con pinze e palette — è il gesto centrale del vetro artistico. La molatura modella e affina il pezzo dopo il raffreddamento. L'incisione — a punta diamantata, a ruota, ad acido — decora la superficie. La lavorazione a lume si fa al cannello su bacchette e tubi, e produce miniature di altissima precisione. Il cristallo richiede attrezzature speciali per gestire le alte temperature e i materiali tossici (piombo) con sicurezza, e ha una filiera produttiva più articolata. La vetrata artistica — pannelli decorativi composti da pezzi di vetro colorato uniti da piombi — è un mestiere ancora più specialistico, eredità dell'arte sacra medievale.

Un vetraio davanti alla bocca accesa della fornace, la parete coperta di attrezzi e in primo piano il banco con la canna e una sfera di vetro.

Adesso

Il mestiere oggi

Farlo oggi significa lavorare in un settore ad altissimo costo energetico (i forni vanno tenuti accesi continuamente), che ha sofferto molto la concorrenza dei vetri industriali e dei prodotti asiatici a basso prezzo. Le realtà che reggono lo fanno andando sull'altissima gamma: cristalleria d'autore per il lusso internazionale, oggettistica firmata da designer, collaborazioni con galleristi e collezionisti. Il vetro artistico toscano ha mercato anche all'estero, dove la qualità italiana resta un riferimento.

I produttori di questo mestiere

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