Due mani cuciono a mano un pezzo di pelle marrone tirando il filo, sul banco una lesina e una matassa di filo di cuoio.

Manufatti e artigianato

Pelletteria

La pelletteria fiorentina è una di quelle eccellenze che il mondo associa al nome della città prima ancora di sapere come funziona. È un'arte antica che ha preso il volto della modernità senza mai abbandonare il banco da taglio, lo spago di lino, il filo cerato, l'odore del cuoio appena rifinito. Chi entra in una bottega fiorentina di pelletteria lo capisce dalla luce — ferma, calda, di laboratorio — e dal silenzio operoso di chi cuce a mano una sella, una borsa, un portafogli.

Un portone aperto lascia intravedere una bottega di pelli; in fondo al vicolo la facciata a marmi bianchi e verdi di una chiesa.

Dove

Dove si pratica in Toscana

Le mani che la praticano in Toscana hanno il loro centro storico a Firenze, e in particolare nel triangolo che da Santa Croce arriva fino a Scandicci e Pontassieve. La Scuola del Cuoio, fondata nel chiostro francescano di Santa Croce nel dopoguerra per insegnare il mestiere ai figli orfani dei caduti, è ancora un riferimento internazionale per la formazione tecnica. Attorno a Firenze, il distretto industriale si estende a Scandicci, Bagno a Ripoli, Pontassieve: qui hanno sede i laboratori che producono per i grandi marchi del lusso italiano e francese, ed è qui che la pelletteria toscana fattura cifre da capogiro, restando però a misura di bottega per gran parte degli operatori. C'è poi Pisa, con una tradizione meno blasonata ma viva, e tracce di lavorazione del cuoio nelle aree di Santa Croce sull'Arno e Ponte a Egola — distretto conciario che fornisce la materia prima a tutta la filiera.

Un rotolo di pelle accanto al trincetto a mezzaluna, alla lesina, al martello, alla forchetta da punti e a un rocchetto di spago.

Come

Le tecniche del mestiere

Le tecniche del mestiere parlano una lingua precisa. La tranciatura è il taglio del pellame con cesoie o trance meccaniche secondo i modelli; la scarnitura assottiglia i bordi perché si possano cucire senza spessori grossolani; la rifilatura finisce i tagli con tinte specifiche; la cucitura sellaio è quella a due aghi e filo di lino cerato, la più resistente e la più riconoscibile, perché il filo passa avanti e indietro nel foro lasciando un punto fitto e simmetrico. Ogni borsa di alta pelletteria nasce da una forma in cartone o legno che è un piccolo progetto architettonico. Il cuoio si scelglie per provenienza, per concia (vegetale, al cromo, mista), per fiore — la superficie esterna che racconta la qualità della pelle.

Pelli colorate appese a una stanga, un artigiano al banco in fondo e in primo piano una borsa di cuoio con spago e utensili.

Adesso

Il mestiere oggi

Farlo oggi vuol dire stare dentro una contraddizione. Da una parte la pelletteria fiorentina vive del lusso globale, e la richiesta di lavorazioni artigianali certificate non è mai stata così alta. Dall'altra, mantenere bottega indipendente è sempre più difficile: i grandi marchi assorbono tecnici e capacità produttiva, e i prezzi del cuoio buono sono saliti vertiginosamente. Le botteghe che resistono lo fanno tenendo insieme produzione propria, lavorazioni in conto terzi e formazione di apprendisti — perché senza i ventenni che imparano oggi, fra dieci anni non ci sono più mani.

I produttori di questo mestiere

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