Pasta Bertoli

Pasta e prodotti da fornoPisaSanta Luce

Società Agricola Bertoli — Molino e Pastificio sul Lago Pasta Bertoli

Due mani che scorrono le spighe di grano duro in campo

Dal cuore della Toscana, la pasta che nasce dalla nostra terra. Oggi coltiviamo direttamente le colline incontaminate di Santa Luce. Dal nostro grano biologico — e soltanto nostro — creiamo una pasta artigianale trafilata al bronzo ed essiccata lentamente a bassa temperatura. Un capolavoro di filiera corta: trasparenza assoluta dal campo al pacco, con un nome e una data per ogni confezione.

La terra di famiglia dal dopoguerra · il marchio Pasta Bertoli dal 2013 · Santa Luce (PI), tra le colline e il mare

'50La bottega di fabbri da cui tutto parte
150Ettari coltivati a Santa Luce, più il bosco
2013L'anno in cui il grano diventa pasta
30Ore di essiccazione lenta, a 35-40 gradi

Una famiglia, tre generazioni, un unico territorio: la filiera che nasce dalla terra

La storia dei Bertoli non comincia con il grano. Comincia con il ferro, in una bottega di fabbri degli anni Cinquanta — e non si è mai mossa da Santa Luce.

La storia di Pasta Bertoli non comincia con il grano, ma con la profonda comprensione della terra e dei suoi strumenti. Negli anni Cinquanta, in una bottega di fabbri a Santa Luce (Toscana), la famiglia Bertoli costruiva e riparava i macchinari per i contadini della zona. Da lì, il passo successivo è stato naturale: lavorare i campi in prima persona come terzisti, fino a possedere e custodire la terra stessa.

Oggi l'azienda agricola gestisce circa 150 ettari di colline biologiche affacciate sul lago di Santa Luce, un'area incontaminata dove il Comune vieta rigorosamente l'uso di fanghi industriali e urbani. Dal 2013, questo grano eccezionale si trasforma nella loro pasta biologica premium.

Il cerchio si è chiuso nel 2006, quando la storica officina di famiglia è stata sapientemente ristrutturata per dare vita all'agriturismo La Ghiraia: il luogo in cui la pasta di famiglia viene servita ogni giorno, testimoniando un legame autentico e indissolubile tra la terra, il lavoro artigianale e la tavola.

Una mietitrebbia al lavoro in un campo di grano al tramonto, sulle colline
La mietitrebbia al tramonto. La data della raccolta non la decide il calendario: la decide il grano.

Prima il ferro, poi la terra

Negli anni Cinquanta i Bertoli battono il ferro: la loro officina ripara e costruisce per l'agricoltura degli altri. Il passo successivo è quasi naturale — lavorare i campi come terzisti, con le proprie macchine — e quello dopo ancora è il salto: la terra propria, l'azienda agricola. Negli anni Ottanta Giuseppe Bertoli prende il testimone di famiglia.

Il cerchio si chiude con un dettaglio che sembra scritto apposta: nel 2006 la vecchia officina di famiglia viene ristrutturata e diventa l'agriturismo La Ghiraia. Dove si aggiustavano i mezzi degli altri, oggi si apparecchia — e in cucina c'è la pasta di casa.

La collina giusta per il grano

Santa Luce sorge tra Pisa e il mare: un paesaggio di colline argillose, ben ventilate, con un lago al centro. Non è solo uno scenario da cartolina, ma un vero e proprio vantaggio tecnico: su questi terreni le malattie fungine faticano ad attecchire e il grano duro trova le condizioni ideali per maturare.

Qui i Bertoli coltivano varietà selezionate di grano duro: accanto a cultivar moderne come Creso e Levante, trovano spazio grani antichi e storici come il Senatore Cappelli e la Saragolla, nel rigoroso rispetto delle regole dell'agricoltura biologica certificata — sovescio, rotazione delle colture, concimazione organica.

Hanno scelto di produrre in biologico, senza ricorrere a sostanze chimiche in nessuna fase della coltivazione: significa produrre meno, ma nel pieno rispetto dell'ambiente che li circonda.

«Produrre meno per produrre meglio non è uno slogan di marketing: è una scelta agronomica che si paga in quintali e si incassa in qualità.»
— Pasta Bertoli

2013: il grano diventa pasta

Per decenni il grano dei Bertoli è partito verso pastifici e molini altrui, come quello di tutti. Nel 2013 la famiglia decide che il raccolto merita un nome suo, e nasce Pasta Bertoli. La regola fondativa è una sola e sta scritta nelle schede tecniche di ogni formato: nella formazione dell'impasto viene impiegato esclusivamente semola di grano duro biologico coltivato nella loro azienda agricola, senza aggiunta di semola da fonti esterne.

Il metodo fa il resto: la semola nasce dalla macinazione, l'impasto è solo semola e acqua, la trafilatura è al bronzo — che conferisce alla pasta una superficie ruvida, ideale per trattenere il sugo — e l'essiccazione è lenta, fino a trenta ore a bassa temperatura (35-40 gradi), perché proteine, profumi e valori nutritivi restino dove sono. Niente glifosato, niente fitofarmaci.

Un campo di grano maturo sotto un cielo di nuvole, con una figura in lontananza
Luglio, e il campo è pronto. Da qui alla trafila passano poche settimane e nessun intermediario.

La filiera che si legge col telefono

«Filiera corta» è un'espressione che ormai dice tutto e niente. Qui si può verificare: la produzione è tracciata dalla semina alla confezione, e Pasta Bertoli è tra le aziende del progetto TrackIT Blockchain dell'Agenzia ICE — sul pacco c'è un QR code, dietro il QR code c'è la storia di quel grano, registrata passo per passo. La trasparenza è un registro.

I campi coltivati che scendono verso il lago, con le colline sullo sfondo
Il lago che dà il nome al molino. I campi arrivano fin sulla riva: fra il grano e la trafila la distanza si misura in chilometri singoli.

Sei sapori, e il mondo

Accanto alla linea classica di semola biologica vive la linea colorata ai sei sapori: peperoncino, tartufo estivo, zafferano, fungo porcino, vino, nero di seppia. Sono i formati che incuriosiscono i banchi d'assaggio e che viaggiano di più: oggi Pasta Bertoli è già protagonista in Europa e guarda con ambizione e concretezza ai mercati asiatici ad altissimo potenziale come Giappone e Corea del Sud.

Completano la gamma i pici toscani — il formato di casa: spessi, tenaci e testardi, che richiedono una cottura lenta e un rispetto artigianale della mantecatura — la pregiata pasta all'uovo, i preparati per condimenti ispirati alla tradizione, e l'olio extravergine d'oliva biologico, spremuto dagli oltre tremila olivi secolari aziendali. Un'intera dispensa d'eccellenza, nata dalla stessa, inconfondibile terra toscana.

Un pastificio in mezzo al grano

Nel febbraio 2026, il progetto a cui la famiglia tiene di più prende forma tra i campi di Santa Luce. I silos di stoccaggio, realizzati nel 2020, sono già pronti a custodire i cereali dell'azienda: l'obiettivo è costruire il pastificio agricolo direttamente all'interno della tenuta, cullato dalle colline di grano, per chiudere finalmente l'ultimo anello della filiera. L'impianto sarà pienamente operativo entro la fine del 2026.

«Un pastificio agricolo in mezzo al campo di grano.» Parola di Silvia Bertoli.

È il punto d'arrivo di una storia coerente fino all'ostinazione: una famiglia che ha iniziato riparando le macchine degli altri e che oggi ha scelto una strada radicale — fare in modo che il proprio grano non esca mai più dal cancello se non dentro un pacco di pasta firmato Bertoli.

Veduta aerea dei campi coltivati sulle colline toscane
I campi visti dall'alto: il grano che finisce nella pasta cresce dentro questa cornice, non altrove.

Il video

Cosa fanno con le mani, un'annata qualunque

Una filiera è una sequenza di gesti. Questi, in ordine di stagione.

Un uomo inginocchiato che controlla il terreno del campo
Il controllo in campo, ginocchia a terra. Non c'è un laboratorio che sostituisca questo passaggio.

Seminano e fanno riposare

Rotazione delle colture, sovescio, concimazione organica: la fertilità si costruisce con le piante, non con la chimica. È il metodo biologico certificato, applicato a tutta la superficie aziendale.

Mietono il proprio grano

A luglio le mietitrebbie di famiglia entrano nei campi di casa — centocinquanta ettari tra collina e lago. Il raccolto finisce nei silos aziendali, varietà per varietà, senza mescolarsi con grano di altri.

Non aggiungono nulla

Due cose, in questa filiera, non entrano mai: la semola comprata fuori e la fretta. E altre due non escono mai dal cancello: i coloranti e i conservanti, perché non ci sono. Il colore della pasta ai sei sapori lo fanno il peperoncino, lo zafferano e il nero di seppia — non un additivo.

Trafilano al bronzo

La trafila di bronzo lascia la superficie della pasta ruvida e porosa: è il dettaglio che si sente sotto il sugo, e il motivo per cui la pasta artigianale non scivola nel piatto.

Essiccano lentamente

Fino a trenta ore a bassa temperatura, quando l'industria chiude in poche ore ad alte temperature. Il tempo lungo preserva proteine, profumo di grano e tenuta di cottura.

Registrano ogni passaggio

Dalla semina alla confezione la filiera è tracciata, anche su blockchain con il progetto TrackIT dell'Agenzia ICE: il QR code sul pacco apre la storia documentata di quel grano.

La dispensa

Le referenze a listino sono tutte figlie dello stesso grano. Qui si raccontano per linee; su Tuscany Market Hub ognuna ha la propria pagina, con foto e scheda.

Confezione di pici Molino e Pastificio sul Lago, in posa
I pici trafilati al bronzo. La trafila di bronzo lascia la superficie ruvida, ed è quella che tiene il sugo.
Confezione di straccetti, in posa
Confezione di tagliatelle all'uovo, in posa
Un piatto di pasta con radicchio e scaglie di formaggio
In tavola: è il posto dove il lavoro dei dodici mesi si giudica in tre minuti.
Pasta Bertoli

La semola biologica

I formati classici trafilati al bronzo, in solo semola del grano aziendale e acqua. Accanto ai nomi che conoscono tutti ci sono quelli che fanno sorridere: i calamari rigati internamente, le foglie d'ulivo, le caramelle, i fischietti, i papillon.

Pasta Bertoli

I pici toscani

Il formato di casa: spesso, testardo, fatto per i sughi importanti. Una ventina di minuti di cottura, e la regola della nonna scritta perfino in scheda tecnica: non si mescolano fino alla fine.

Pasta Bertoli

La pasta all'uovo

Le sfoglie lunghe della domenica: pappardelle, tagliatelle, tagliolini. Stessa semola di casa, più le uova.

Pasta Bertoli

I sei sapori

La linea colorata che viaggia di più, soprattutto verso l'estero. Il colore è l'ingrediente.

Pasta Bertoli

I preparati per pasta

Il condimento pronto nel barattolo, pensato per il formato giusto: l'aglione per i pici, l'arrabbiata per le penne, la spaghettata piccante per la mezzanotte.

La stessa terra

La box degustazione

Per chi vuole assaggiare il panorama intero c'è la box degustazione: grani, pici e preparati in un pacco solo.

La famiglia

Un'azienda agricola di famiglia non ha reparti: ha parenti. Ognuno col suo pezzo di filiera.

Giuseppe Bertoli

Il testimone della terza generazione: dagli anni Ottanta guida l'azienda e segue i grani dalla semina alla crescita. È l'anello tra l'officina dei padri e i campi di oggi. Sua la conduzione del progetto Pasta Bertoli, suo il sogno dichiarato del pastificio in mezzo al grano.

Silvia Bertoli

La pasta e le vendite: è la voce dell'azienda fuori dai campi — commerciale, fiere, clienti, estero.

Federica Bertoli

L'amministrazione: la parte della filiera fatta di numeri, documenti e ordini che partono. Con Silvia è il contatto diretto dell'azienda.

Matteo e Niccolò

I giovani della famiglia, già nei campi accanto a Giuseppe: la quarta generazione che impara il mestiere dove si è sempre imparato, sul trattore.

Mamma Tiuccia

L'agriturismo e la cucina della Ghiraia: il posto dove la pasta di casa finisce nel piatto a chilometro vero.

Le voci di cucina

Chef e professionisti del gusto che raccontano la pasta nei materiali aziendali — Daniele Fagiolini, Paolo Sommariva, Roberta Capanni, Carmine Jovine, Roberto De Franco. Uno di loro l'ha scoperta a una cena del territorio, e non l'ha più lasciata.

Dal ferro al grano, e ritorno

Entro fine 2026

Il pastificio in mezzo al grano

I silos sono già predisposti nei campi di Santa Luce: con il pastificio aziendale l'ultima maglia della filiera si chiude dentro il cancello di casa.

2026

Il catalogo su Tuscany Market Hub

Il catalogo della famiglia è sul marketplace: ogni formato con la sua pagina e la sua scheda tecnica.

7–9 febbraio 2026

Pitti Taste, Firenze

Fortezza da Basso, Padiglione Centrale, stand F45: il debutto nel salone nazionale del gusto, con i sei sapori in prima fila.

2020

Il silo di stoccaggio cereali

Realizzazione del silo per lo stoccaggio dei cereali aziendali, nei campi di Santa Luce.

2019

L'ampliamento del magazzino

Ampliamento dello stoccaggio in magazzino, per accompagnare la crescita della produzione.

5 ottobre 2016

La Società Agricola Bertoli

La famiglia dà all'attività la forma attuale: una società semplice il cui oggetto, a registro imprese, è la coltivazione di cereali e la produzione di pasta con i propri cereali.

2013

Nasce Pasta Bertoli

Il grano di casa smette di partire anonimo e diventa un marchio: trafila al bronzo, essiccazione lenta, solo semola aziendale.

2006

L'officina diventa agriturismo

La vecchia bottega di famiglia, ristrutturata, apre come agriturismo La Ghiraia: dove si riparavano i mezzi agricoli oggi si mangia la pasta di casa.

Anni '50 → '80

Dal ferro al grano

La bottega di fabbri, i lavori meccanici agricoli per conto terzi, poi la terra propria. Negli anni Ottanta Giuseppe prende il testimone dell'attività di famiglia.

Dove si trovano

Una sola collina di partenza, molte strade d'arrivo: la bottega online, le gastronomie, l'agriturismo, l'export.

Indirizzo
Via di Franata 18
56040 Santa Luce (PI) — loc. Pastina

Domande

Chi produce pasta artigianale biologica in Toscana?

La famiglia Bertoli, azienda agricola di Santa Luce (PI), con il marchio Pasta Bertoli — Molino e Pastificio sul Lago. La pasta è fatta esclusivamente con la semola del grano duro coltivato nei centocinquanta ettari aziendali, con certificazione biologica, trafilatura al bronzo ed essiccazione lenta a bassa temperatura.

Cosa significa «pasta trafilata al bronzo»?

La trafila è lo stampo (una piastra forata) attraverso cui viene spinto l'impasto di semola e acqua per dare forma alla pasta. Quando si dice «trafilata al bronzo», si intende che questo stampo è realizzato in bronzo, un metallo più morbido e tradizionale rispetto al teflon usato dall'industria moderna.

Questa scelta ha un effetto diretto sulla superficie della pasta: la trafila in bronzo crea attrito sull'impasto, rendendo la superficie ruvida, opaca e porosa. Al contrario, le trafile in teflon producono una pasta più liscia, lucida e scivolosa.

La ruvidità non è solo estetica: è proprio quella micro-porosità che permette al sugo di aggrapparsi meglio invece di scivolare via, migliorando la percezione di «condimento» ad ogni forchettata. Inoltre, la maggiore rugosità favorisce un rilascio più graduale di amido in cottura, utile per emulsioni più cremose — pensate a una carbonara o a un sugo mantecato.

Perché l'essiccazione lenta a bassa temperatura è migliore?

L'essiccazione lenta a bassa temperatura è migliore perché evita di «cuocere» la pasta durante la produzione, preservando le sue caratteristiche originali. Nell'industria la pasta viene essiccata in poche ore ad alte temperature (oltre 75–80 °C), un processo aggressivo che denatura le proteine, altera gli aromi e può ridurre la tenuta in cottura. Nell'artigianalità, come in Pasta Bertoli, l'essiccazione avviene fino a trenta ore a temperature basse (35–40 °C), in modo graduale e rispettoso della materia prima. Questo mantiene intatte le proprietà nutrizionali (proteine, aminoacidi), esalta il profumo e il sapore del grano e assicura una texture più consistente e una migliore tenuta al dente. In sintesi: meno stress termico significa pasta più nutriente, profumata e con una qualità sensoriale superiore.

La Pasta Bertoli è davvero a filiera corta?

Sì, ed è verificabile: il grano è soltanto quello dell'azienda — le schede tecniche dichiarano che non viene aggiunta semola da fonti esterne — e la filiera è tracciata dalla semina alla confezione, anche su blockchain con il progetto TrackIT dell'Agenzia ICE. Il QR code sul pacco apre la storia documentata del prodotto.

Che grani coltivate?

Varietà di grano duro selezionate per le colline argillose di Santa Luce, tra cui i grani storici Senatore Cappelli e Saragolla accanto a Creso e Levante. La coltivazione segue il metodo biologico certificato: rotazione, sovescio, concimazione organica.

Cosa sono i pici e come si cucinano?

Sono il formato tradizionale toscano: uno spaghetto grosso, fatto per i sughi importanti — l'aglione su tutti. Quelli di Pasta Bertoli chiedono una ventina di minuti di cottura e una sola regola, scritta perfino in scheda tecnica: non mescolarli fino alla fine.

Cos'è la pasta colorata ai sei sapori?

È la linea speciale dell'azienda: peperoncino, tartufo estivo, zafferano, fungo porcino, vino e nero di seppia. Il colore lo fa l'ingrediente, non un additivo — nella pasta Bertoli non entrano coloranti né conservanti. È la linea che viaggia di più verso l'estero.

Dove si compra la Pasta Bertoli?

Nello shop aziendale online, su Amazon, in una rete di botteghe e gastronomie, all'agriturismo La Ghiraia di Santa Luce — e su Tuscany Market Hub, dove ogni formato ha la propria pagina.

La pasta è su Tuscany Market Hub

Qui si racconta chi la fa e come. Là c'è il catalogo: una pagina per ogni prodotto, con ingredienti, pesi e formati.

L'insegna

Ragione sociale
Società Agricola Bertoli s.s.
Sede
Via di Franata 18 · 56040 Santa Luce (PI) — loc. Pastina
Magazzino e pastificio
Via dell'Impero 26 · Pomaia · Santa Luce (PI)
Partita IVA
02233130505
VAT europeo
IT02233130505
REA
PI‑191500
Forma
Società semplice · (costituita il 5 ottobre 2016)
Attività da registro
Coltivazione di cereali e produzione di pasta con i propri cereali
Marchi e insegne
Pasta Bertoli · Molino e Pastificio sul Lago · La Ghiraia

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