Una mano con la pinzetta posa una tessera d'oro su un mosaico circolare, accanto a cassette di tessere di pietra e di vetro.

Manufatti e artigianato

Mosaico

Il mosaico è una matematica della luce. Migliaia di piccoli frammenti — pietra, vetro, smalto, oro — accostati uno per uno secondo regole geometriche e pittoriche, fanno emergere immagini che cambiano col variare dell'illuminazione. È un'arte antichissima — Roma, Bisanzio, Ravenna — che la Toscana ha praticato in forme proprie e originali, soprattutto nella variante del commesso fiorentino: pietre dure tagliate e accostate per imitare la pittura ad olio.

Piazzetta di pietra con la facciata di una chiesa romanica decorata da rosoni e fasce geometriche in tarsia di marmo.

Dove

Dove si pratica in Toscana

In Toscana il mosaico vive di due tradizioni distinte. La prima è il commesso fiorentino: nato nel Cinquecento sotto il patrocinio dei Medici, ha avuto il suo tempio nell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, ancora oggi istituzione di riferimento mondiale per restauro e formazione. Il commesso usa lapislazzuli, agate, diaspri, malachite, corniole — pietre dure tagliate sottilissime e accostate senza gioco di malta, in modo che la composizione sembri dipinta. È un mestiere d'élite, tradizionalmente al servizio di committenze nobiliari e oggi di committenti privati di altissimo profilo. La seconda tradizione è il mosaico classico in tessere — pietra naturale, smalto, vetro veneziano d'oro — usato per restauri di mosaici antichi (le pavimentazioni romane, le decorazioni medievali) e per opere contemporanee. Botteghe attive si trovano soprattutto a Firenze e in misura minore a Pisa, Siena, Lucca.

Martellina e tagliolo su un ceppo di legno accanto a un cassetto di tessere colorate, a una ciotola di stucco e a un pennello.

Come

Le tecniche del mestiere

Le tecniche definiscono mondi diversi. Nel commesso il taglio della pietra dura si fa con archetti a filo abrasivo, su geometrie precise calcolate sul disegno preparatorio; le pietre si scelgono per colore, per venatura, per direzione del taglio (in modo che i disegni naturali della pietra arricchiscano la composizione); l'incollaggio è su pietra di base, e la finitura è una lucidatura millimetrica. Nel mosaico in tessere la martellinatura — il taglio della tessera con martellina e tagliolo — è il gesto fondamentale; le tessere si dispongono su un disegno preparatorio in tecnica diretta (su malta fresca) o indiretta (su carta, poi trasferito); la finitura comprende stuccatura e lucidatura. L'emblema — pannello mobile prefabbricato — permette di lavorare in laboratorio opere destinate a essere installate in cantiere.

Un mosaicista lavora al banco sotto la lampada; davanti a lui un grande pannello in corso e scaffali di barattoli di tessere.

Adesso

Il mestiere oggi

Farlo oggi è una nicchia di altissima specializzazione. Il commesso fiorentino vive di committenze museali, restauri, regalo di rappresentanza istituzionale, opere uniche per collezionisti. Il mosaico classico ha mercato nel restauro pubblico (chiese, ville, edifici storici) e in opere contemporanee per arredamento di lusso, hotel, case private di pregio. È un mestiere lentissimo — un metro quadro di mosaico fine può richiedere settimane di lavoro — e quindi costoso, ma chi lo cerca lo cerca davvero. Le botteghe vere combinano produzione propria, restauro su commissione e formazione di giovani.

I produttori di questo mestiere

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