Le mani di uno scalpellino battono mazzuolo e scalpello su un blocco di marmo bianco, la polvere si alza sul banco di lavoro.

Manufatti e artigianato

Lavorazione marmo e pietra

Il marmo è il materiale che la Toscana ha esportato in tutto il mondo prima ancora dell'olio e del vino. Le Alpi Apuane sono una cattedrale rovesciata di marmo bianco, e da quelle cave Michelangelo scelse il blocco per il David, Bernini quelli per le sue Estasi, generazioni di scultori e architetti il materiale che ha vestito chiese, palazzi, monumenti dalle Americhe all'Estremo Oriente. Lavorare il marmo è un gesto antico che combina forza e finezza: la pietra non perdona, se sbagli un colpo non torni indietro.

Vicolo lastricato di un paese di cava: il portone di una bottega spalancato sui blocchi di marmo, montagne bianche sul fondo.

Dove

Dove si pratica in Toscana

In Toscana le geografie del marmo e della pietra sono nettissime. Carrara e il bacino apuano (provincia di Massa-Carrara) sono il centro mondiale del marmo bianco statuario: qui si estrae da duemila anni, qui hanno sede laboratori di scultura che lavorano per artisti contemporanei di tutto il mondo, qui le segherie e i laboratori producono lastre, semilavorati, opere d'arte. Pietrasanta in Versilia (provincia di Lucca) è la capitale internazionale della scultura: dal Novecento è il luogo dove gli scultori di tutto il mondo vengono a far realizzare i propri progetti, sfruttando il know-how dei laboratori locali e la disponibilità di materia prima. Volterra in provincia di Pisa ha una tradizione antichissima di lavorazione dell'alabastro — pietra traslucida che dà oggetti di luce: lampade, statuette, oggettistica fine. Esistono poi tradizioni minori legate alla pietra serena (zona fiorentina e aretina), all'arenaria, alla pietra leccese arrivata in Toscana per restauri.

Scalpelli, gradine, raspe e un compasso in ottone allineati accanto al mazzuolo di legno e a una lastra di marmo venato.

Come

Le tecniche del mestiere

Le tecniche definiscono mondi diversi. La subbiatura è la sgrossatura del blocco con scalpelli pesanti, che leva la massa eccedente. La gradinatura rifinisce con scalpelli a punta multipla. La lavorazione a punta definisce dettagli e forme. La levigatura e la lucidatura danno la finitura specchiata o opaca. La scultura a copia — riproduzione di modello in scala 1:1 con macchine puntatrici — è un mestiere parallelo che permette di realizzare opere di scultori che non lavorano direttamente la pietra. L'alabastro richiede tecniche specifiche perché è molto più tenero del marmo e si lavora al tornio, alle frese, con pulizia di gesto che il marmo non tollera. La commettitura — accostamento di pietre colorate per pavimenti e decorazioni — è una specialità raffinata che vive di tradizioni granducali.

In uno studio dalle alte finestre un uomo sbozza col mazzuolo una figura di marmo bianco, tra blocchi coperti da teli e polvere.

Adesso

Il mestiere oggi

Farlo oggi significa stare in un settore complesso. Il marmo apuano è un'industria miliardaria di estrazione, ma la scultura artigianale — quella delle botteghe di Pietrasanta e Carrara — è in tensione tra mercato del lusso (commissioni di artisti internazionali, opere monumentali per gallerie e committenti privati) e produzione di oggettistica più seriale. Le botteghe migliori reggono integrando entrambi i livelli. L'alabastro di Volterra vive una stagione difficile per la concorrenza di prodotti decorativi industriali, ma le manifatture storiche conservano clientela qualificata. La sfida ambientale (estrazione, polveri, consumo idrico) è centrale e sempre più presente nelle politiche di settore.

I produttori di questo mestiere

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