Due mani modellano un cappello di feltro sulla forma di legno fissandolo con gli spilli; accanto nastri arrotolati e un vecchio ferro da stiro.

Tessile e abbigliamento

Cappelleria

Il cappello è il primo accessorio sul quale si posa lo sguardo dell'altro. Definisce uno stile, un'epoca, una professione, una postura. Fare cappelli non è banale: il copricapo deve adattarsi alla testa di chi lo porta, deve resistere al tempo, deve avere proporzioni che dialoghino con il viso e il corpo. La cappelleria artigianale — quella vera, su misura — è un mestiere antico che pochi territori italiani hanno portato a livello d'eccellenza. La Toscana è uno di questi.

Un vicolo lastricato scende fra case intonacate con le persiane di legno; da una porta aperta si vedono scaffali di forme per cappelli.

Dove

Dove si pratica in Toscana

In Toscana la cappelleria ha la sua capitale storica a Montappone (paesino marchigiano) e a Signa, in provincia di Firenze: qui dall'Ottocento si è sviluppata una tradizione di lavorazione della paglia di Firenze, treccia di paglia di grano sottilissima e robusta, che ha vestito le teste dell'aristocrazia e della borghesia europea per oltre un secolo. Il "cappello di paglia di Firenze" è stato un fenomeno di moda mondiale tra Otto e Novecento, esportato in tutto l'Occidente, e ancora oggi sopravvive in laboratori storici della zona di Signa, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino. Il Pratese ha tradizione di lavorazione del feltro per cappelli da uomo (borsalino, fedora). Pistoia ha avuto produzione cappellai di tradizione popolare. Botteghe contemporanee di cappelleria d'autore esistono a Firenze (concentrate nel centro storico), Lucca, Siena, dove modisti e modiste lavorano su misura per clientela qualificata.

Sul banco di legno due forme da cappello, una spazzola, spilli allineati, nastro di gros-grain, forbici da sarto, un ferro e un taglio di feltro.

Come

Le tecniche del mestiere

Le tecniche definiscono mondi diversi. La paglia di Firenze richiede una filiera specifica: la treccia di paglia (un tempo lavorata a mano nelle case contadine) si cuce a spirale su una forma in legno, partendo dalla cupola e proseguendo verso le ali. Le forme — quei modelli in legno che hanno ognuno un nome (gondoletta, panama, falda larga, paglietta) — sono il patrimonio tecnico delle cappellerie storiche. Il feltro si lavora da impasto di pelo di coniglio o lepre (o lana, per varianti più popolari) a vapore: si tira, si modella sulla forma, si rifinisce. La modisteria femminile lavora cappelli e copricapi con tecniche miste — tessuti, paglia, piume, fiori, applicazioni — e produce pezzi unici per occasioni importanti (matrimoni, garden party, eventi mondani). La finitura comprende fodere interne, sudori (banda interna), nastri esterni, decorazioni applicate.

In laboratorio una persona rifinisce un cappello chiaro al banco vicino alla finestra, fra scaffali carichi di forme di legno e attrezzi appesi.

Adesso

Il mestiere oggi

Farlo oggi vuol dire muoversi tra una nicchia di lusso e una memoria storica. La paglia di Firenze ha avuto rilancio internazionale grazie alla domanda di copricapi per le grandi corse ippiche (Royal Ascot, Palio di Siena), per matrimoni di alto livello, per eventi di moda. Le cappellerie storiche che resistono lo fanno tenendo insieme produzione tradizionale (con la treccia di paglia ancora cucita su forma) e ricerca contemporanea (designer che propongono nuove forme e materiali). La modisteria femminile vive soprattutto di eventi qualificati — ogni cappello è un pezzo unico — e lavora molto su collaborazioni con sartori, fiorai, wedding planner.

I produttori di questo mestiere

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