Le mani di un calzolaio cuciono a mano la tomaia di una scarpa montata sulla forma di legno, accanto un martello e un vasetto di cera.

Manufatti e artigianato

Calzoleria artigianale

Una scarpa fatta a mano è un piccolo prodigio anatomico. Il piede che la indosserà è unico, asimmetrico, vivo; la forma di legno o resina su cui la scarpa nasce deve corrispondergli. Per questo il calzolaio artigiano vero prima di tutto guarda i piedi, li misura, li tocca, prende le impronte. La forma — quel manufatto in legno che riproduce il piede — è il primo gesto del mestiere, e contiene già metà del lavoro.

Un vicolo lastricato e la porta aperta di una bottega, dentro scaffali pieni di scarpe e di forme di legno.

Dove

Dove si pratica in Toscana

In Toscana la calzoleria artigianale ha le sue geografie. Firenze ha una scuola illustre — sartoria delle scarpe su misura, eredità della tradizione che attraversa il Novecento e arriva a botteghe ancora attive — orientata al cliente individuale, al gentleman che vuole il modello classico inglese, al turista internazionale che torna a casa con una commissione. Poi c'è il distretto calzaturiero che attraversa Pisa-Lucca-Pistoia e tocca anche Firenze, con concentrazioni storiche nel Valdarno, a Lamporecchio, Monsummano, Lucca: qui la calzoleria è anche piccola e media impresa, fa scarpe per i grandi marchi italiani e francesi, mantiene know-how di taglio, montaggio, fondo cucito Goodyear e Blake.

Due forme di legno da scarpa sul banco con un rotolo di pelle, spago, un barattolo di cera nera, forbici, lesina e martello.

Come

Le tecniche del mestiere

Le tecniche del mestiere sono numerose e ognuna definisce un tipo di scarpa. La tranciatura della tomaia è il taglio del pellame; il montaggio sulla forma è il momento delicato in cui la pelle viene tesa e fissata sulla forma di legno con chiodini; la cucitura Goodyear unisce tomaia, sottopiede e suola con un punto a doppia cucitura che permette risuolature multiple; la cucitura Blake è più snella e adatta a scarpe leggere; la sutura a mano — sempre più rara — è il marchio della calzoleria d'eccellenza. Le pelli si lavorano per provenienza (vacchetta, vitello, cordovan, capretto), si tingono a mano, si lucidano con cere e creme che a volte sono ricette di famiglia.

Scaffali e banchi coperti di forme di legno in fila, e in fondo un artigiano chino sul piano di lavoro fra gli utensili appesi.

Adesso

Il mestiere oggi

Farlo oggi significa misurarsi con un mercato che ha quasi dimenticato cosa sia una scarpa cucita a mano. La produzione industriale ha standardizzato il piede e ridotto i prezzi a soglie incomparabili. Ma proprio per questo la calzoleria artigianale ha trovato un proprio segmento: il cliente che cerca durabilità decennale, comfort costruito sulla propria anatomia, restauro e risuolatura come pratica costante. Le botteghe vere lavorano spesso per nicchie internazionali, mantengono apprendisti, recuperano lavorazioni antiche come la cordovan inglese o la sutura a guanto.

I produttori di questo mestiere

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